Jolanda di Savoia: due week end con la Sagra del Riso

Si rinnova l’appuntamento con la Sagra del riso di Jolanda di Savoia. Giunto alla 16° edizione, i week-end del 20-21 e 27-28 agosto 2011 saranno interamente dedicati a questo riso del delta del Po. Saranno quattro giornate all’insegna della promozione territoriale, con stand espositivi, esibizioni e visite guidate e, il 27 agosto, speed pulling, un raduno di vespe e di camper, modellismo agricolo. Una festa organizzata dal Comune per promuovere un territorio che sta puntando sulla valorizzazione del “suo” riso, Igp del delta del Po. Questa è infatti la sua specifica denominazione. Il riso è definitivamente entrato nel novero dei prodotti che si propongono all’insegna della qualità nel 2009. Il comune ferrarese di Jolanda di Savoia è un’area di antica vocazione risicola alle porte del delta del Po. Il suo terreno prettamente agricolo, torboso e argilloso l’ha resa particolarmente adatta alla produzione di graminacee e soprattutto di riso di alta qualità. Il Re Vittorio Emanuele III, a seguito di una sua visita nelle terre bonificate con Regio Decreto 203 del 1911, cambiò denominazione in onore della sua primogenita. E così Le Venezie divenne Jolanda di Savoia. In una memoria depositata nell’archivio comunale si legge: “Con la bonificazione, là dove era silenzio ed inerzia e l’aria era quella grave e miasmatica della palude, là non si ritraeva che prodotto di canne e qualche meschino pascolo, venne sistemandosi a coltura intensiva ed a colonizzazione vaste zone di terreno ritraendo abbondanti messi di frumento, frumentone, canape, bietole ed ogni altro prodotto agricolo. Divise le zone bonificate in poderi con relativi fabbricati, ritrasse su di esse una popolazione che di giorno in giorno andava aumentando”. Erano altri tempi. Erano i tempi del lavoro manuale fatto dalle mondine. Le donne che lavoravano il riso. La monda aveva inizio un mese dopo la semina, cioè a maggio, e durava fino alla fine di giugno, ma talvolta si protraeva fino a metà luglio. Per alleviare fatica le mondine cantavano canti improvvisati d’amore, di vita, di morte o di protesta. Indossavano gonne corte o rimboccate, magliette, camicette, calze senza piede, grandi cappelli di paglia per cercare di ripararsi il più possibile dal sole. Se pioveva si aspettava la fine del temporale, poi si ritornava al lavoro. Storia di un terra ricca di storia e del “suo” prodotto principe che l’ha resa ‘capitale del riso’. (fonte www.aiol.it)

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