Emergenze fitosanitarie: il kiwi è solo una delle vittime.

La malattia che sta facendo strage di kiwi su tutto il territorio nazionale rischia di far perdere all’Italia il primato mondiale nell’esportazione. Si chiama Pseudonomas syringae Actinidiae e sta mettendo a dura prova le coltivazioni dal Lazio, dove in provincia di Latina si parla già di 60 milioni di euro di danni, fino al Piemonte dove sono comparsi alcuni focolai dell’infezione che costringe ad espiantare le piante attaccate anche se non ha alcun effetto sulla qualità dei frutti in commercio. Ad essere colpito per primo è stato il Kiwi di Latina, l’unica produzione a poter vantare il riconoscimento di Indicazione Geografica Protetta dall’Unione Europea, ma a rischio sono le coltivazioni presenti su tutto il territorio nazionale, dove a poco piu’ di trent’anni dall’arrivo la coltivazione di kiwi si è rapidamente espansa facendo dell’Italia il primo produttore dell’emisfero Nord (dopo la Cina, paese d’origine del prezioso frutto) con 4,4 milioni di quintali prodotti su una superficie di quasi 24mila ettari, concentrati nell’ordine nel Lazio (oltre 8mila), in Piemonte (quasi 5mila), Emilia Romagna (quasi 4mila) e in Veneto (oltre 3mila).
Il futuro del frutto, molto richiesto per il suo elevato contenuto in vitamina C (85 mg per 100 g), è ora a rischio nei confronti della malattia non esiste ad oggi una cura efficace e la profilassi consigliata si basa sulla prevenzione per gli impianti non colpiti e sull’estirpo per gli appezzamenti od i singoli alberi infetti
L’origine sembrerebbe legata all’importazione dello “Jin Tao” (il kiwi giallo di origine neozelandese) anche se l’infezione non riguarda più solo i kiwi gialli e i danni per i frutticoltori sono gravissimi perchè dopo investimenti di migliaia di euro e un periodo improduttivo di qualche anno vedono le piante ammalarsi.
Ma la malattia dei kiwi è solo una delle emergenze fitosanitarie che mettono a rischio le nostre produzioni ortofrutticole. Tarlo asiatico, diabrotica, punteruolo rosso delle palme, cinipide del castagno, tristezza degli agrumi, sharka delle drupacee, tignola del pomodoro, sono altri esempi nefasti dell’importanza che ha per il settore produttivo il poter contare su servizi fitosanitari efficienti e strutturati, perché non solo la qualità delle produzioni, ma anche la riuscita degli investimenti dipende – afferma Coldiretti – da una situazione fitosanitaria sotto controllo con materiale di propagazione certificato, virus esente, esatta rispondenza tra varietà richieste e varietà consegnate.

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