L’agricoltura è in lieve crescita ma le imprese soffrono ancora


Torna a crescere l’agricoltura ma le imprese restano in difficolta’.”Il settore, nonostante l’aumento del valore aggiunto (piu’ 3,8 per cento nel primo trimestre 2010 rispetto ai precedenti tre mesi del 2009 e piu’ 0,5 per cento nei confronti dello stesso periodo dell’anno passato), continua a vivere una situazione estremamente difficile, con imprese oberate da onerosi costi produttivi, contributivi e burocratici, dal crollo dei prezzi sui campi, da redditi sempre piu’ falcidiati”. Cosi’ il Presidente della Cia, Giuseppe Politi, commenta il dato positivo sul valore aggiunto agricolo del primo trimestre del 2010, in merito all’andamento del Prodotto interno lordo (Pil) registrato dall’Istat. Dato che pero’,” non rischiara una situazione ancora molto complessa. La crescita registrata non permette di recuperare le gravi diminuzioni che si sono avute nel 2009. Le aziende fanno i conti con una delle crisi piu’ drammatiche degli ultimi trent’anni. Sono dati positivi – spiega – che confermano la grande vitalita’ della nostra agricoltura. Tuttavia, non e’ oro tutto quel che riluce. La crescita segnata e’ un elemento confortante, ma va preso con le dovute cautele. Basti pensare agli aumenti registrati vengono dopo un lungo periodo di continue e preoccupanti flessioni che non sono state affatto recuperate”. Per Politi, “Indubbiamente, siamo in presenza di un segnale -avverte – che apre un barlume di luce nel fosco panorama dell’agricoltura italiana. Ma da qui a dire che la crisi e’ superata ce ne vuole. Il settore continua, infatti, a vivere una delle crisi piu’ difficili degli ultimi trent’anni.
Ancora tante questioni attanagliano le aziende, sia sotto il profilo dello sviluppo che della competitivita’. E non e’ un caso che da tempo sollecitiamo misure straordinarie in grado di dare concreti sostegni agli imprenditori e di avviare al piu’ presto un nuovo progetto di politica agraria che deve scaturire dalla Conferenza nazionale che va svolta entro quest’anno”. Il dato positivo del primo trimestre -aggiunge il presidente della Cia- non deve esser un alibi perche’ il governo debba continuare a non riservare la giusta attenzione al mondo agricolo. Anzi, crediamo che sia giunto il momento che da parte dell’esecutivo vi sia una reale presa di coscienza della gravita’ delle questioni che condizionano i produttori vengano, quindi, predisposti in tempi rapidi interventi mirati per contrastare l’attuale emergenza”. Politi ricorda che “negli ultimi dieci anni, circa 500 mila imprese agricole, in particolare quelle che operavano in zone di montagne e svantaggiate, hanno chiuso i battenti. Solo nel 2009 piu’ di 40 mila sono andate fuori mercato. Il rischio e’ che, se non si adottano precisi provvedimenti, nei prossimi tre-quattro anni, altre 250 mila aziende rischiano di cessare l’attivita’. Per questo motivo abbiamo sottolineato a piu’ riprese -rimarca il presidente della Cia- l’esigenza di interventi concreti per ridurre i costi per le imprese. Abbiamo chiesto la fiscalizzazione degli oneri sociali (la cui proroga scade il prossimo 31 luglio) e l”accisa zero’ sul gasolio sia per le serre che per tutte le aziende agricole. Sono misure indispensabili in grado di dare una boccata d’ossigeno agli imprenditori che non possono continuare ad operare in una crisi profonda e nella perenne incertezza”.

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