L’agricoltura si allei col clima. L’invito del Parlamento Europeo

Il cambiamento climatico rappresenta una minaccia per i suoli e in particolare per i territori agricoli: siccita’ inondazioni e altri eventi estremi, che alterano i cicli delle colture, la stagionalita’ dei prodotti, la gestione delle acque comportano effetti negativi sull’intera filiera agricola e alimentare. Ulivi quasi fino alle Alpi, Pianura Padana coltivata a grano duro e pomodoro: sembrano immagini fantascientifiche ma esistono gia’ nella realta’ e sono gli effetti del cambiamento climatico che si fanno sentire anche sull’agricoltura. Non solo: le produzioni agricole sono responsabili del 9% del totale di emissioni di CO2 in Europa. Sul legame fra clima e agricoltura e sulle ricadute dei fenomeni legati all’effetto serra si e’ pronunciato il Parlamento europeo che ha approvato una relazione presentata da un parlamentare francese Stephane Le Foll e frutto del lavoro di esperti e agronomi per una politica agricola a favore del clima. La relazione prende spunto dai cambiamenti gia’ intervenuti nelle abitudini dei cittadini europei, che riguardano i consumi e anche gli usi alimentari. Secondo la relazione e’ probabile che in avvenire si registri un ritorno a un’alimentazione diversificata, e viene auspicato che si ristabiliscano anche tradizioni che fanno dello stare a tavola un momento di scambio conviviale. Ma considera anche che si calcola che nel 2050 ci saranno circa 3 miliardi di abitanti in piu’ sul Pianeta e che sara’ necessario identificare i modi e le condizione perche’ a tutti sia garantito il diritto a nutrirsi. Secondo la relazione il presupposto per assicurare questo diritto primario e’ legato allo sviluppo in tutto il mondo di un’agricoltura differenziata. Il primato delle monoculture, di regioni specializzate nella coltivazione di un certo prodotto da vendere a tutto il pianeta, e’ fallita da almeno vent’anni. Solo la combinazione della dimensione produttiva con quella ambientale, che permettera’ la creazione di nuovi modelli di coltivazione, rappresentera’ la giusta sintesi degli obiettivi di sicurezza alimentare e quelli di tutela ambientale. Secondo la relazione l’agricoltura deve avere due obiettivi. Il primo e’ che la produzione riesca a tagliare le sue emissioni, consumando meno energia fossile. Il secondo obiettivo e’ che l’agricoltura contribuisca alle azioni per la cattura del carbonio. Ci sono due maniere di farlo: una a la produzione di piante che, con la fotosintesi, assorbono l’anidride carbonica nell’atmosfera. Poi ci sono i suoli, che sono veri e propri granai di carbonio. Oggi ci sono oltre 70 miliardi di tonnellate di carbonio nei suoli d’Europa, che bisogna mantenere immagazzinate, l’equivalente cioe’ di 30 anni di emissioni di CO2 in tutt’Europa. L’obiettivo deve essere quello di mantenere e, ove possibile, aumentare questa capacita’ di stoccaggio del suolo. Ma queste finalita’ devono essere inserite nel contesto di una politica ambientale per l’agricoltura. E la relazione auspica che questo avvenga in vista della riforma della Pac prevista per il dopo 2013. Gli aiuti agricoli devono essere orientati verso le tecniche e i modelli di produzione in grado di farci risparmiare energia, di realizzare il massimo fotosintesi e di mantenere la capacita di stoccaggio dei suoli. (ANSA).

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