L’agricoltura tiene, ma servono investimenti. I commenti ai dati Istat

Gli altri settori soffrono, l’agricoltura cresce: in estrema sintesi è questo il dato registrato dall’Istat, ma alle organizzazioni professionali agricole non basta. Nel primo semestre 2011, l’agricoltura continua la svolta positiva di recupero del valore aggiunto, evidenzia la Coldiretti anche se permangono settori in grave difficolta’ come quello dell’allevamento dei maiali e si stanno scontando gli effetti dell’emergenza del batterio killer su quello ortofrutticolo. Il dato economico – aggiunge Coldiretti – spinge il trend positivo del settore sul piano occupazionale con un aumento dell’1,9 per cento dei lavoratori agricoli nel 2010 a fronte del calo generale dello 0,7 per cento. A preoccupare per i prossimi mesi sono invece – segnala l’organizzazione agricola – le tensioni sul lato dei costi di produzione che nel trimestre sono aumentati del 5% ad aprile con punte del 6 per cento per i carburanti e del 17% per i mangimi.
“Registriamo un dato positivo e in controtendenza rispetto al risicato 0,1% del totale dell’economia nazionale. Nonostante ciò, resta il divario con gli altri Paesi dell’Unione europea e le preoccupazione per un peggioramento del rapporto tra costi e prezzi di vendita” ha sottolineato Confagricoltura in relazione ai contri economici trimestrali del primo trimestre dell’anno a cura dell’Istat.
Il valore aggiunto di settore ed il reddito per addetto hanno infatti una dinamica, ad avviso di Confagricoltura, che per l’Italia è sistematicamente peggiore di quella riscontrata nella media comunitaria. Se infatti il reddito degli agricoltori europei mediamente è cresciuto dell’11% in cinque anni (dal 2005 al 2010), quello degli agricoltori italiani è diminuito di oltre il 16%.
“Abbiamo poco da gioire – conclude dunque Confagricoltura – bisogna creare nuove condizioni di sviluppo dell’agricoltura se si vogliono garantire crescita e ricadute occupazionali”.
”E’ l’agricoltura a trainare la crescita del Pil italiano nel primo trimestre 2011, dimostrando di essere un comparto ancora vitale – afferma anche il presidente nazionale della Cia, Confederazione italiana agricoltori, Giuseppe Politi, che però aggiunge: ”l’aumento del valore aggiunto del settore primario e’ un risultato importante che la politica non puo’ piu’ ignorare. Ecco perche’ chiediamo al governo di investire davvero sull’agricoltura, dopo averla lasciata nell’angolo per anni e anni, e dare vita a una vera politica di sviluppo del comparto che oggi non c’e”’.
”E’ tempo – affermano afferma anche Copagri – che i livelli politico-istituzionali mettano mano a un serio progetto di politica agraria in grado di estrinsecare le potenzialita’ del settore e costruire vero sviluppo. Siamo di fronte a un patrimonio che senza un preciso progetto rischia di essere disperso e, cosa piu’ grave, in un momento in cui l’intero Paese soffre una crisi rispetto alla quale non si intravedono vie d’uscita”.

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