L’agriturismo è cresciuto del 70% in dieci anni e spera nel 2010

Ha un’eta’ compresa fra i 30 e i 45 anni, un reddito medio-alto e un livello culturale medio; ama la natura e i piatti tipici e trascorre le vacanze con la propria famiglia: e’ questo, secondo un’indagine fornita da Turismo Verde, associazione agrituristica della Confederazione italiana agricoltori (Cia), l’identikit dell’agriturista medio, rappresentante di un ‘popolo’ che negli ultimi 10 anni e’ cresciuto del 70%. I dati sono stati resi noti questa mattina dalla Cia in occasione della presentazione del progetto ‘Oasi del Benessere’. L’ospite dell’agriturismo, secondo l’indagine, predilige i soggiorni ad agosto (76,4%) o durante le vacanze di Pasqua (70,4%) e sceglie la struttura recettiva attraverso internet o con il passaparola. La scelta di un soggiorno ‘rurale’ sembra essere dettata principalmente dal desiderio di tranquillita’, di contatto con l’ambiente e con il paesaggio, dalla ricerca di prodotti genuini legati alla tradizione italiana, ma anche dal rapporto familiare e intimo che si instaura con i gestori dell’agriturismo. Le mete predilette rimangono quelle dell’Italia centrale, in particolare le localita’ vicine a citta’ d’arte, ad attrattive culturali o a terme. Esistono poi piccole differenze tra turisti italiani e stranieri: quest’ultimo ama in particolare in Centro Italia, le passeggiate a cavallo e fa molta attenzione alla presenza di piscine, alla buona cucina e soprattutto all’ospitalita’ genuina. Nell’ultimo anno, secondo dati Cia, le strutture ricettive e servizi offerti sono aumentati, a fronte pero’ di un calo generalizzato del fatturato di settore (-6,4% nel 2009 sul 2008); il 2010 però potrebbe essere l’anno della ripresa per gli agriturismi italiani, che dovrebbero incrementare le proprie presenze in media dell’8%: il dato e’ frutto di proiezioni sulle prenotazioni effettuate tra il periodo di Pasqua e il ponte del 2 giugno. Nell’arco dell’intero anno dovrebbero registrarsi 15 milioni di pernottamenti per un giro d’affari complessivo di 1 miliardo e 200 milioni di euro. La ripresa, secondo la Cia, sarebbe in parte spinta dalla presenza di molti neofiti della vacanza verde e dall’offerta di alta fascia, legata soprattutto al benessere e alle terme, per la quale si prevede un aumento di presenze del 7%. Questa fascia di agriturismi, muniti di servizi e trattamenti o vicini a strutture termali, sembra inoltre essere particolarmente apprezzata dai turisti stranieri (soprattutto francesi, spagnoli e americani) che, al contrario dei nostri connazionali, hanno prenotato soprattutto soggiorni piu’ lunghi, in media di 10 giorni (contro i 4/5 giorni degli italiani). (ANSA).

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