L’Amarone bio che conquista il Nord America


La Cantina Valpolicella Negrar produce anche l’Amarone Classico da agricoltura biologica, espressamente per le nazioni più sensibili a questa “filosofia” di produzione, come Gran Bretagna, Svezia e Danimarca Un patrimonio viticolo pari al 6,2 per cento sul totale nazionale, oltre 40 mila aziende per la maggior parte certificate: sono i numeri della viticoltura biologica in Italia (dati Sinab 2009), lontana oramai da essere considerata una moda passeggera e sempre più un metodo di coltivazione scelto dai viticoltori che hanno in comune con i consumatori il desiderio di salvaguardare l’ambiente e di avere vini “diversi e autentici”. A sposare la “filosofia” dell’agricoltura biologica ci sono anche tre soci della Cantina Valpolicella Negrar, che dal 2004, dopo i tre anni classici di conversione, hanno iniziato a produrre Amarone bio nei loro sette ettari di vigneto in alta collina a Negrar e a Fumane. A motivarli, non tanto il guadagno, anche se le uve vengono pagate loro il 10 per cento in più rispetto a quelle prodotte con metodi convenzionali, ma il desiderio di abbracciare uno stile di vita ancor più rispettoso del territorio. Tutti i soci della Cantina, infatti, adottano nei loro vigneti la “lotta guidata”, per cui i trattamenti vengono fatti con molta parsimonia e con l’utilizzo di prodotti a basso impatto ambientale, ma i vigneti dei produttori bio, isolati dagli altri fondi, sono stati stati inerbiti per creare un ambiente idoneo allo sviluppo di insetti utili e non vengono irrigati né concimati. Facilitati dalla loro posizione e dalle conseguenti condizioni ambientali, i trattamenti richiesti sono davvero esigui e in ogni caso effettuati secondo il disciplinare dell’agricoltura biologica stabilito da Icea (Istituto per Certificazione Etica ed Ambientale). Il risultato? Un Amarone Classico della Valpolicella certificato bio dalla struttura e alcolicità sostenuta (16°), complesso, con aromi e colori più evoluti rispetto a uno della stessa annata prodotto con metodi convezionali, con note speziate dovute anche al territorio d’origine e che si mantiene molto bene nel tempo senza bisogno di conservanti. Il totale della produzione è di 7 mila bottiglie (attualmente è in vendita l’annata 2005) destinate principalmente a soddisfare le richieste di Gran Bretagna, Svezia e Danimarca, i mercati europei dove i prodotti da agricoltura biologica sono a tutt’oggi più ricercati e apprezzati. Tra i riconoscimenti ottenuti per il vino bio prodotto dalla Cantina, la medaglia d’oro 2010 data all’Amarone della Valpolicella Classico 2004 a Biofach, la fiera mondiale dei prodotti e dei vini biologici che si tiene ogni anno a Norimberga, in Germania. (ANSA).

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