L’Emilia Romagna si prepara al Salone del Gusto. Incontro con presidi Slow Food

”Tutelare la biodiversita’ per garantire un futuro all’agricoltura e alle popolazioni”. L’ assessore regionale all’agricoltura Tiberio Rabboni e’ intervenuto sabato a Monteombraro di Zocca (Modena) ad un’iniziativa organizzata da Slow Food Emilia-Romagna, che ha riunito i Presidi e le Comunita’ del Cibo Slow Food, cioe’ l’ampia rete di agricoltori e allevatori che hanno scelto di produrre nel rispetto del territorio, dell’ambiente e delle tradizioni locali. ”Questo incontro – ha sottolineato Rabboni – si tiene nella giornata mondiale dell’alimentazione indetta dalla Fao, nel corso di questo 2010 anno internazionale dedicato alla biodiversita’. Sono due facce della stessa medaglia, poiche’ solo la conservazione della biodiversita’ agricola puo’ contribuire a contrastare il progressivo impoverimento delle popolazioni povere del mondo e, nello stesso tempo, solo un nuovo modello agricolo incardinato sulla biodiversita’ e su una maggiore sostenibilita’ puo’ assicurare cibo sufficiente a una popolazione mondiale destinata a crescere in 15 anni di oltre un miliardo di persone. Anche in Emilia-Romagna – ha aggiunto l’ assessore – la valorizzazione della biodiversita’ e’ leva di futuro, poiche’ puo’ assicurare un adeguato spazio commerciale alle nostre produzioni che sicuramente non altrimenti potrebbero competere sui costi di produzione con i concorrenti internazionali”. Nel segno della promozione e tutela della biodiversita’, la Regione sara’ presente a Terra Madre e al Salone internazionale del Gusto (in programma a Torino dal 21 al 25 ottobre) accompagnando i Presidi Slow Food e le Comunita’ del Cibo, con i prodotti antichi dell’Emilia-Romagna come il Raviggiolo dell’Appenino tosco-romagnolo, la razza suina Mora Romagnola, il Salmerino del Corno alle Scale, la Vacca bianca modenese, la Pera cocomerina. ”Porteremo a questo evento mondiale del cibo una tipica piazza emiliano-romagnola – ha spiegato Rabboni – con le sue botteghe, i suoi artigiani, le sue bancarelle. In questo spazio che e’ il simbolo stesso dell’incontro, dello scambio, della convivenza civile ospiteremo i nostri produttori e i nostri consorzi e faremo conoscere le nostre eccellenze eno-gastronomiche. Per raccontare una storia che e’ fatta di qualita’, sostenibilita’ ambientale, saperi e valori della tradizione”. A Torino, in uno stand di 150 mq, la Regione Emilia-Romagna ricostruira’ una vera e propria piazza, con l’ufficio postale, il caffe’, l’edicola e tante botteghe con il meglio della produzione regionale Dop e Igp: dai Prosciutti di Parma e di Modena agli Olii di Brisighella e delle Colline di Romagna; dal Parmigiano Reggiano alla Mortadella Bologna. Lo stand (padiglione 2- M161-L162) sara’ attrezzato con tavolini all’ aperto, ove potranno incontrarsi produttori e visitatori e saranno allestiti gli eventi e le degustazioni in programma. Si partira’ giovedi’ 21 con due laboratori in collaborazione con Slow Food: ‘Po(r)co ma buono: i salami dell’Emilia-Romagna’ e ‘Brutti, sporchi, ma buoni: i vini rifermentati in bottiglia’ (rispettivamente alle 16 e alle 19). Venerdi’ alle 16 protagonista il ‘Pane dell’Appennino bolognese’ con una dimostrazione di panificazione con farine autoctone di grani antichi e pasta madre. Sabato, ancora alle 16, saranno invece le Mariette di casa Artusi a raccontare i segreti e l’arte di ‘Piade e Piadine’. Domenica 24, alle 18, Slow Food accompagnera’ i visitatori alla scoperta delle ‘Belle More: saporito dibattito tra il Nero di Parma e la Mora Romagnola’, mentre lunedi’ alle 16 la ‘Spumeggiante Castagna’ sara’ protagonista di un laboratorio alla scoperta delle ”mille virtu’ del frutto dimenticato”. E ancora: le buone pratiche per un uso sostenibile dell’acqua in agricoltura saranno al centro di ‘Acqua in agricoltura: ogni goccia conta’ (venerdi’ 22 alle 11). Sabato, sempre alle 11, si parlera’ di ‘Emilia-Romagna: Regione biodiversa, alla scoperta delle antiche razze e varieta’ regionali’, per fare il punto sulla legge con cui la Regione Emilia-Romagna ha scelto di tutelare le produzioni vegetali e animali autoctone. Infine domenica, a cura di Slow Food, ‘I Mercati della Terra: esperienze contadine a confronto’.

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