L’Europa dice sì alla vivisezione su cani e gatti randagi.

Ieri il parlamento europeo ha approvato la nuova normativa in tema di vivisezione: dopo due anni di dibattito, limature e correzioni, rimane ben poco delle dichiarazioni di principio che intendevano rafforzare i metodi di ricerca alternativi alla sperimentazione sugli animali. Anzi sono state introdotte due deroghe che permettono che anche cani e gatti, se randagi, possano essere oggetto di sperimentazione e che prevedono la vivisezione anche sulle grandi scimmie, sono stati questi due punti a causare le maggiori proteste spingendo 40 eurodeputati a abbandonare l’aula. Su tutti un dato ogni anno in europa vengono sottoposti a sperimentazione 12 milioni di animali. Ma i metodi alternativi esistono e già molti laboratori di ricerca lavorano senza ricorrere alla vivisezione. Va ricordato inoltre che queste sperimetazioni possono essere effettuate senza nessuna anestesia. Ed un consiglio a tutti i proprietari di dotare i propri amici a quattro zampe di collarino e targhetta, o microchip.

Un Commento in “L’Europa dice sì alla vivisezione su cani e gatti randagi.”

  • Redazione scritto il 10 settembre 2010 pmvenerdìFridayEurope/Rome 12:37

    letetra in redazione, da giulia.lodigiani@fastpiu.it
    Egregio Direttore,
    ho appreso con grande disappunto dell’approvazione di un Regolamento europeo
    in materia di vivisezione peggiorativo rispetto all’attuale normativa e nel
    quale viene ancora una volta riconfermato valore alla vivisezione, che
    invece è riconosciuta da un sempre crescente numero di scienziati come un
    metodo fallace, non predittivo, non scientifico, perché basato sull’errore
    metodologico di ritenere applicabili ad una specie risultati ottenuti su
    un’altra specie (tra l’altro, in laboratorio – è dimostrato che quanto
    ricavato in laboratorio non è applicabile con assoluta certezza nemmeno ad
    animali della stessa specie che vivano in condizioni normali, tanto le
    condizioni di detenzione alterano l’animale fisicamente e
    psicologicamente!).Si è perduta l’occasione per una scienza più etica, più efficace per la
    salute umana, animale e ambientale, riconfermando di fatto il potere delle
    lobbies farmaceutiche e vivisettorie. Speriamo che non tutto sia perduto:
    bisogna unire le forze e farsi sentire!
    Cordiali saluti
    Giulia Lodigiani – Grontardo (Cremona)

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