L’industria alimentare ha retto alla crisi. E il 2010 “sarà l’anno del recupero”


L’alimentare italiano si e’ difeso bene e nonostante la congiuntura internazionale nel 2009 è riuscito a limitare le sofferenze rispetto agli altri comparti industriali: le stime del consuntivo relativo all’anno scorso indicano infatti un calo della produzione dell’1,8%, a fronte di una flessione del 18% del totale industria nazionale e con un trend in deciso miglioramento a partire dall’estate. Anche i consumi hanno sofferto relativamente, facendo segnare -1,6% dopo la flessione del 2,5% nel 2008. Lo dichiara il presidente di Federalimentare, Gian Domenico Auricchio, nel presentare in Confindustria il bilancio 2009 e le previsioni per il 2010. Pure sul fronte export – sottolinea Federalimentare – il trend 2009 e’ stato di recupero e per il consuntivo di fine anno si stima un calo del 4%. A inizio anno, il segno meno oscillava invece sul 6-7%. Anche su questo versante – rileva il presidente Auricchio – va sottolineata la buona performance del settore rispetto al totale Italia che ha chiuso l’anno con una diminuzione dell’export del 24% sul 2008. Un risultato raggiunto – sottolinea Federalimentare – grazie alle buone performance di alcune regioni come Campania (+8,6% nei primi nove mesi), Piemonte (+8,4%) e Puglia (+5,3%).
Sul fronte produttivo, Federalimentare segnala il buon andamento dell’olio (+5,2%), fette biscottate e pasticceria conservata (+2,8%), distillazione e miscelatura alcolici (+4,5%). Vanno giu’, invece, succhi di frutta (-11,8%), condimenti e spezie (-12,9%), alimentazione e gelati (-7,3%). Bene i ‘piatti pronti’ (+1,6%) che vanno incontro alle esigenze di un consumatore con sempre meno tempo a disposizione in cucina. Per quanto riguarda l’export, penalizzato nel 2009 dalla flessione di grandi mercati di riferimento come Usa (-13,2%), Canada (-9,5%) e Germania (-3,4%), si e’ distinta la performance della ‘trasformazione ortaggi’ (+11,3%), molitorio (+8,8%), birra (+3%) e dolciario (+3,0%). Tengono carne (+0,4%) e caffe’ (-0,4%). In discesa, invece, il tradizionale comparto leader dell’export alimentare italiano, ‘i vini e mosti’, che segnano un -6,2%. La pasta segna una discesa del 9,9% in valore, legata al calo delle quotazioni internazionali del grano, ma sale di quasi due punti a livello quantitativo. Sul fronte dei consumi, Federalimentare evidenzia l’impatto di una crisi che si e’ vista soprattutto nei consumi ‘fuori casa’, e come la spesa alimentare si rivolga sempre piu’ al ‘low cost’, ”deprimendo – sottolinea il presidente Auricchio – la possibilita’ di recupero dei margini da parte delle aziende”.
Per il 2010 si attendono comunque segnali di recupero: secondo le previsioni l’export dovrebbe pressoche’ recuperare il calo del 4% segnato nel 2009, ”per riprendere poi nel biennio 2011-2012, seppure con tassi modesti, il trend espansivo”. Anche la produzione industriale del settore, secondo Auricchio, dovrebbe rivedere i valori precedenti la crisi e i consumi tornare piu’ tonici, ”pur se in misura ridotta rispetto ai miglioramenti che dovrebbero emergere sul fronte della produzione e dell’export”. Federalimentare pone comunque l’accento sulla necessita’ di intensificare gli sforzi promozionali all’estero. ”La flessione delle economie e dei mercati – conclude Auricchio – sara’ infatti lunga e la ripresa vedra’ alla fine l’asticella della competizione posta piu’ in alto, fra aziende dinamiche e forti, ‘selezionate’ dalla crisi e distintive nei prodotti”.(ANSA)

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