L’olio extravergine compie 50 anni e il settore auspica l’unità

“Abbiamo un patrimonio di grandi marchi che presidiano i più importanti mercati del mondo e un patrimonio di piccole aziende con prodotti di pregio. Tutto ciò può contare su un posizionamento e un’immagine di alta qualità dell’offerta che esce da questo paese. Per questo dobbiamo essere coesi a monte: per sconfiggere la concorrenza che presidia i mercati esteri sia in termini di quote che di immagine.” E’ quanto ha affermato il direttore del Consorzio di Garanzia dell’Extra vergine di qualità intervenendo, a Milano, alla giornata organizzata da Teatro naturale, Coltura & cultura e Olioofficina per festeggiare i 50 anni dell’extravergine. “1960-2010 Buon Compleanno extravergine tributo al re dei grassi” è stata una giornata interamente dedicata all’oro verde: un’occasione per ripercorrere il cammino fatto dall’olio extravergine dalla legge 1407 ad oggi, ma anche per parlare del futuro di questo settore che sconta, fra i punti di debolezza, la mancanza di sistema fra le categorie e una non corretta comunicazione. Per il futuro il consorzio ha le idee chiare su quale strada perseguire. “L’extra vergine italiano, ha proseguito Meloni, ha bisogno di trovare una nuova dimensione, ha bisogno di smarcarsi dal resto delle proposte mondiali riposizionandosi sotto un’immagine totalmente innovativa per mantenere una stretta coerenza con l’immagine del prodotto nazionale e continuare ad alimentare la sua notorietà in una condizione dove avremo meno quote di prima”. Non si stanca di pronunciare la parola unità, Elia Fiorillo, presidente dell’Unasco. “A costo di sembrare noioso dico che il settore dell’olio ha bisogno di unità, ha affermato, dobbiamo smetterla con la politica degli annunci e mettere in atto politiche vere di promozione. Ma soprattutto dobbiamo attrezzarci per sconfiggere il messaggio che passa all’estero sulle frodi italiane”. E un appello all’unità è arrivato anche da Pina Romano, presidente dell’Interprofessione. “Crediamo nell’unità e con l’interprofessione cerchiamo di mettere in rete diverse realtà olivicole e fare sistema, superando le differenze e valorizzando gli aspetti in comune perché l’obiettivo comune a tutti è aumentare il reddito ”. Romano ha colto l’occasione per invitare il ministero a puntare sulla “promozione vera” dell’olio. “Basta con la promozione che punta solo su spot televisivi e su un linguaggio obsoleto. Bisogna puntare sulla conoscenza diretta dell’olio e sul coinvolgimento dei consumatori realizzata direttamente nei punti vendita”.

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