La “guerra” degli sconti mette a rischio le imprese agricole

Non bastavano il crollo dei prezzi sui campi (meno 13 per cento), l’aumento continuo (più 10 per cento) dei costi produttivi contributivi e burocratici e la caduta verticale dei redditi (meno 25,3 per cento). Ora a mettere in difficoltà gli agricoltori italiani c’è anche la “guerra” degli sconti in campo alimentare scatenata da molte catene della grande distribuzione. Una concorrenza aggressiva che provoca, soprattutto nel caso degli ortofrutticoli, gravi turbative di mercato e danneggia inevitabilmente i produttori che vedono scendere sempre di più i loro listini. Una situazione estremamente difficile al quale occorre porre immediato riparo. A lanciare l’allarme è la Cia-Confederazione italiana agricoltori che si trova d’accordo con l’analisi del Copa e del Cogeca (i Comitati delle organizzazione agricole e cooperative comunitarie) le quali affermano che gli imprenditori agricoli europei si stanno trasformando nelle vittime di questa selvaggia corsa alla promozione e al ribasso e ha sollecitato i politici dell’Ue ad intervenire al più presto. Nello stesso tempo occorre che si rafforzino i rapporti di filiera anche attraverso accordi.
La Cia condivide, quindi, le affermazioni del segretario generale del Copa-Cogeca, Pekka Pesonen, per il quale l’attuale situazione è diventata inaccettabile. “La pressione al ribasso sui prezzi esercitata dalla distribuzione -ha affermato- mette alle strette tutta quanta la catena alimentare”. Infatti, il calo dei prezzi alla produzione, non accompagnato da una diminuzione dei costi di produzione, esercita un peso insostenibile sui redditi dei produttori, che, in Europa, sono crollati in media del 12,2 per cento nel 2009. Un quadro che nel nostro Paese è divenuto ancora più grave, viste le enormi difficoltà che incontrano i produttori e la mancanza di validi sostegni e di una politica orientata allo sviluppo e alla competitività.
Questa concorrenza aggressiva dei prezzi -sottolinea la Cia- rischia di costringere gli agricoltori ad abbandonare la loro attività, limita la scelta del consumatore e causa turbative della produzione di prodotti stagionali come gli ortofrutticoli.
D’altra parte, nei mesi scorsi lo stesso Parlamento europeo aveva messo in evidenza il problema. Da qui -ricorda la Cia- l’intervento del Copa-Cogeca che ha sollecitato la Commissione europea, gli europarlamentari e i ministri dell’Ue ad adottare misure urgenti.
Per questo motivo la Cia raccoglie l’invito del Copa-Cogeca per richiamare tutta l’attenzione necessaria prima che s’insedi la nuova Commissione Ue, al fine che essa nel corso del 2010 presenti delle proposte legislative concrete per riportare equilibrio tra le forze che operano all’interno della catena alimentare e contribuire a migliorarne il funzionamento.

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