La benzina aumenta e gli alimentari pure


Il caro-carburanti colpisce le campagne italiane, causando aumenti dei prezzi dei prodotti agricoli e creando nuove tensioni sui bilanci delle aziende. A lanciare l’allarme è la Confederazione italiana agricoltori, che ricorda come oltre l’80% delle merci agricole viaggi su gomma. A ciò, prosegue l’associazione, si somma il contenimento dei consumi alimentari delle famiglie e l’aggravio di costi per la gestione delle serre e delle imprese. Solo nel 2011, ricorda la Cia, le imprese del settore primario hanno sostenuto, per il continuo aumento dei prezzi dei carburanti, un costo aggiuntivo di oltre 2 miliardi di euro. E nel 2012 si prospetta un ulteriore aggravio di 2,5 miliardi. Una escalation, ricorda la Cia, iniziata nel novembre 2009, quando furono abolite le agevolazioni sull’acquisto di gasolio per le serre. Per questo si chiede al Governo di intervenire, con “una sorta di bonus produttivo sia per le serre che per tutte le aziende agricole, garantendo così costi meno onerosi”. Altrimenti, avverte, si corre il rischio di uscire dal mercato. Sulle tavole il caro carburanti rischia di avere ripercussioni altrettanto gravi. Il trasporto, ricorda l’associazione, incide infatti sul prezzo finale per il 35-40%, in particolare per frutta e verdura. La spesa delle famiglie è così destinata a lievitare e questo si ripercuoterà sui consumi che già registrano una costante flessione.

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