La Bonifica in Emilia Romagna: sicurezza idraulica che genera reddito

ImmagineI Consorzi di bonifica sono un’originale esperienza italiana di autogoverno del territorio, un esempio molto concreto di federalismo applicato democraticamente e di reale sussidiarietà e nella nostra regione i risultati sono tangibili e possono misurarsi economicamente. I numeri snocciolati dal presidente di ANBI Emilia Romagna Massimiliano Pederzoli all’incontro organizzato da ANBI e Coldiretti Ravenna, al Salone Estense alla Rocca di Lugo di Romagna (RA) , parlano un linguaggio molto chiaro e rappresentano al meglio agli oltre cento presenti, perlopiù imprenditori agricoli, le attività che tutti i Consorzi hanno svolto in questi anni in un territorio così composito e difficile come il nostro. Una terra costretta molto di frequente a fare conti assai salati con l’incidenza negativa degli effetti distruttivi dei cambiamenti climatici da Piacenza a Ravenna che trova nella bonifica un punto fermo di salvaguardia e tutela, uno strumento utile per la difesa idraulica delle case e un mezzo indispensabile per irrigare i nostri campi.Pederzoli ha sottolineato come i Consorzi agiscano direttamente con le loro funzioni attive su oltre 20.000 chilometri di canali, contando su 582 impianti di sollevamento in oltre 300.000 ettari di terreni irrigati. In conclusione ha ricordato il percorso di riforma e riorganizzazione che hanno visto protagonisti i Consorzi dell’Emilia Romagna, nell’ottica della progressiva razionalizzazione dei costi: un esempio che non trova pari in nessun altro territorio. All’incontro era presente il presidente nazionale di ANBI Francesco Vincenzi che ha ribadito con forza che qualsiasi modello di sviluppo degno di tale definizione non può prescindere da un territorio gestito bene anche sotto l’aspetto della bonifica. “ I Consorzi di bonifica – ha continuato – non incidono sul bilancio dello Stato perché enti interamente finanziati dalla contribuenza privata, cifra che a livello nazionale ammonta ad oltre 670 milioni di euro. Oltre ad essere uno splendido e moderno esempio di sussidiarietà. Sul dissesto idrogeologico e le risorse che servono per prevenirlo, li fondi devono essere adeguati e non simbolici e i Consorzi sono pronti con un pacchetto consistente di progetti immediatamente cantierabili”. L’ assessore regionale all’ Agricoltura Simona Caselli ha evidenziato che il pianeta per salvarsi ha bisogno di azioni e comportamenti sostenibili e che il problema del cambiamento climatico è una questione che riguarda tutti, nessuno escluso a partire dall’agricoltura ed a seguire anche l’organizzazione della bonifica. Sull’ irrigazione l’assessore ha affermato che l’acqua va usata bene e che l’agricoltore non la consuma ma la trasferisce nel cibo che produce. Anche sulla gestione dei Consorzi dell’Emilia Romagna l’assessore Caselli ha avuto parole di elogio per quanto fatto e ha spronato a fare ancora meglio a partire proprio da questi mesi in cui si terranno i rinnovi degli organi ed il varo dei nuovi piani di classifica. All’incontro hanno preso parte i presidenti delle Unioni dei Comuni ed i consiglieri regionali del territorio.

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