La borsa della spesa in Italia è tra le più care dell’Ue


Riempire il paniere della spesa in Italia costa l’8% in piu’ di quello che spendono in media i consumatori nell’Ue; fare invece la spesa a Copenaghen e’ due volte piu’ caro che farla a Varsavia: il quadro di quanto e’ costato nel 2009 al cittadino europeo riempire la borsa della spesa, e’ stato elaborato da Eurostat, l’Ufficio statistico dell’Ue. Dal confronto del ‘paniere alimentare’ nei 27 Stati membri – in totale circa 500 prodotti comparabili – emerge un primo dato rilevante: nello Stato membro piu’ caro, il livello dei prezzi e’ due volte piu’ elevato rispetto allo Stato meno caro. Le differenze non sono giustificate solo dalla ricchezza tra i Paesi a confronto. Lo scontrino in Inghilterra, ad esempio, e’ di circa il 10% inferiore del prezzo medio europeo, cosi’ come in Portogallo, Spagna, Olanda, Slovenia e Malta. Infatti, fatta 100 la media Ue dei prezzi per un paniere di prodotti alimentari e di bevande non alcoliche comparabili tra i 27, si passa dal 139% della Danimarca al 64% della Polonia, che batte di pochi punti la Romania (66%) e la Bulgaria (68%). Per l’Italia, in particolare, l’indice alimentare si ferma sopra alla media Ue, al 108%, registrando i prezzi piu’ elevati per latte, formaggio e uova (124%); seguiti dalla carne (112%), quindi da pane e, o cereali (103%). Per le bevande alcoliche, il cui indice e’ a parte, la percentuale italiana e’ del 113%. Fatta qualche eccezione, quindi, i consumatori nei Paesi del centro-nord dell’Ue devono destinare all’alimentazione un bilancio superiore, se si considera che in Francia, Germania, Belgio, Austria, Lussemburgo, Finlandia e Irlanda, i prezzi degli alimenti sono tra il 10 e il 30% piu’ elevati della media europea. Al contrario, per risparmiare sulla borsa della spesa tra il 10 e il 30% rispetto alla media europea, bisogna recarsi nei nuovi Stati membri dell’Ue (Lettonia, Slovacchia, Estonia, Ungheria, Repubblica Ceca e Lituania), dove i prezzi cominciano ad allinearsi a quelli dei Paesi della vecchia Europa, ma restano ancora contenuti: sono Lettonia, Slovacchia, Estonia, Ungheria, Repubblica Ceca e Lituania. Cosi’, se la fettina di carne costa in Polonia appena il 56% del prezzo medio Ue, sale invece al 128% in Austria e al 131% in Danimarca. Nessuna sorpresa poi dall’indice sulle bevande alcoliche, che registra in Finlandia prezzi fino al 170% della media Ue, ma anche in Irlanda (167%), Svezia (138%), Danimarca (135%) sono elevati, facendo concorrenza al vino dei Paesi del Sud. Infine, per le sigarette e in generale del tabacco, i prezzi variano rispetto alla media Ue dal 47% della Romania al 217% dell’Irlanda, passando dal 104% dell’Italia. (ANSA).

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