La calda estate 2015. Dati Arpa ER confermano, la peggiore dopo 2003 e 2012

Caldissima e afosa: l’estate 2015 in Emilia-Romagna è stata la terza peggiore dopo il 2003 e il 2012, segnando un’altra tappa nella scalata delle temperature regionali, che pare inarrestabile, e che accompagna da vicino le tendenze nazionali e globali al riscaldamento climatico.

Luglio, in particolare, è stato un mese da record: il più caldo di sempre, con massime che in media 1_tmed si sono attestate a 34 gradi e minime sui 21. I valori massimi giornalieri sono rimasti stabilmente tra 37 e 38 gradi tra il 16 e il 23 luglio, con un picco di ben 40,0 °C registrato il giorno 19 a Castelfranco Emilia.
Questi sono i dati forniti da Arpa Emilia-Romagna, che tra le altre reti di monitoraggio ambientale gestisce anche la rete idrometeorologica regionale.

2_anomaliaIn generale le temperature in Emilia-Romagna negli ultimi venticinque anni (1991-2015) mostrano una notevole tendenza all’aumento sia nelle minime che nelle massime, attestandosi molto spesso sopra ai valori del periodo di riferimento climatico precedente (1961-1990).

La combinazione di alte temperature e alto tasso di umidità ha portato a registrare molto spesso condizioni di disagio bioclimatico (con un effetto significativo sulla salute umana e degli animali).  3_disagioL’estate 2015 è stata in assoluto quella che ha presentato le maggiori condizioni di disagio dal 2006, anno in cui è partito il servizio di previsione del disagio: nel 2015 ci sono stati ben 45 giorni (circa un terzo del totale nel periodo 15 maggio-15 settembre) con almeno debole disagio e 14 giorni di forte disagio.

Altro aspetto di notevole importanza riguarda l’impatto sul riscaldamento del mare, la cui temperatura nel mese di luglio ha raggiunto valori decisamente molto elevati, intorno ai 30° C in ampie zone del Mediterraneo centrale, e vicina ai picchi record del 2003. 4_mareSe a giugno le temperature sono state allineate alla norma recente (che vede comunque un riscaldamento rispetto agli anni ‘80 e ’90), in luglio e agosto sono stati rilevati valori molto alti.

Se le tendenze attuali dovessero confermarsi il trentennio climatico che si concluderà nel 2020 sarà di almeno un grado più caldo del precedente, una differenza molto marcata che configura un clima diverso da quello sperimentato una generazione fa, con conseguenze palesi su ecosistemi naturali, agricoltura, disagio bioclimatico e così via.

Anche per l’Emilia-Romagna saranno dunque di capitale importanza i risultati della conferenza sul clima di Parigi (Cop21), dalla quale ci si attende un nuovo trattato globale che limiti le emissioni di gas serra in atmosfera, responsabili di buona parte dei recenti mutamenti climatici.

Informazioni dettagliate sull’estate 2015 sono disponibili nel rapporto di cui alla pagina
http://www.arpa.emr.it/dettaglio_notizia.asp?idLivello=32&id=6949

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