La carne di bufalo abbasserebbe il rischio di infarto

Non solo buona ma anche salutare: è la carne di bufalo. Questo, secondo i risultati di una ricerca recentemente pubblicata sulla rivista European Journal of Clinical Nutrition.
“Da almeno quarant’anni – spiega il presidente dell’Associazione per la Scienza e le Produzioni Animali (ASPA), Giuseppe Pulina – gli zootecnici della Facoltà di Medicina veterinaria dell’Università Federico II di Napoli hanno dimostrato le peculiari qualità salutistiche e nutraceutiche della carne di bufalo: bassi livelli di colesterolo, favorevoli indici di aterogenicità e trombogenicità, favorevoli livelli di acidi grassi mono e polinsaturi, di omega 3 e omega 6”.
Ora, gli autori della ricerca “Beneficial impact on cardiovascular risk profile of water buffalo meat consumption” concludono che “il consumo di carne di bufalo sembra associato con numerosi effetti benefici sul profilo del rischio cardiovascolare”.
Ma ecco i dettagli dello studio. La ricerca è stata condotta su 300 pazienti equamente suddivisi in abituali consumatori di carne di bufalo, in recenti consumatori di carne di bufalo (soggetti che hanno accettato di assumere 600 grammi di carne bufalina alla settimana) e non-consumatori di carne di bufalo.
I risultati più interessanti evidenziano che gli abituali consumatori di carne di bufalo, rispetto ai non-consumatori di carne di bufalo presentano:
1. più bassi livelli di colesterolo e di trigliceridi ematici;
2. una più bassa velocità del battito cardiaco;
3. una migliore risposta ai test agli stress ossidativi;
4. un minore spessore dell’intima della carotide destra;
5. una minore incidenza di ipertensione e di attacchi ischemici.
I recenti consumatori di carne di bufalo (600 grammi di carne bufalina alla settimana) dopo un anno hanno evidenziato:
1. una diminuzione dei livelli di colesterolo e di trigliceridi ematici;
2. una diminuzione della velocità del battito cardiaco;
3. un miglioramento della risposta allo stress ossidativi.
“Nonostante queste ricerche – avverte Pulina – il consumo di carne di bufalo pur essendo aumentato non può ritenersi ancora in grado di assorbire la pur limitata produzione nazionale che è stimabile in circa 88.000 quintali pari a un ipotetico consumo per ogni italiano di 147 grammi”.

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