La Carta di Bologna per il diritto al cibo rivendicato da Papa Francesco

Inbox«Ancora una volta ringraziamo Papa Francesco perché i suoi interventi riportano alla centralità del dibattito la questione del diritto al cibo, dello spreco alimentare e dei paradossi del nostro tempo, in cui obesità e fame sono rovesci inconciliabili e inamissibili per lo sviluppo del pianeta». Lo ha dichiarato questa mattina a Roma l’agroeconomista Andrea Segrè, fondatore e presidente di Last Minute Market, promotore della campagna europea “Un anno contro lo spreco” che dal 2010 si batte per sensibilizzare l’opinione pubblica e le istituzioni sui temi dello spreco alimentare. Le sue parole giungono a commento dell’intervento che Papa Bergoglio ha tenuto stamane alla FAO in occasione della 2^ Conferenza Mondiale per l’alimentazione.
«Lo spreco alimentare nel mondo vale 2060 miliardi: una volta e 1/3 il Pil italiano – ha aggiunto Segrè – Servono strumenti concreti e urgenti per garantire il diritto al cibo e invertire i dati dello spreco alimentare. Per questo lunedi’ 24 novembre con il Ministro dell’Ambiente Gian Luca Galletti presenteremo la Carta di Bologna, con l’obiettivo di farla sottoscrivere durante Expo dai governi europei, riportando così la questione dello spreco del cibo e del diritto al cibo al centro delle priorità del Governo italiano e dei Governi europei. La “Carta di Bologna contro lo spreco alimentare” – prosegue Segrè, che presiede il Comitato tecnico-scientifico del Ministero dell’Ambiente per l’implementazione del Programma nazionale di prevenzione dei rifiuti – è stata ideata per definire azioni comuni in tema di azioni concrete di lotta allo spreco alimentare in Europa, sulla base di una definizione per la prima volta condivisa del ‘food waste’, ma anche di metodologie uniformi di quantificazione dello spreco alimentare, azioni comuni da intraprendere, target da raggiungere e modalità di monitoraggio nel tempo per i risultati conseguiti. Nel mondo oggi un terzo del cibo prodotto finisce sprecato ogni anno lungo la filiera alimentare e 805 milioni di persone risultano ‘cronicamente sottonutrite’. Sappiamo che le percentuali sono ben diverse: laddove in Africa e nel Sud-Est Asiatico si sprecano fra 6 e 11 kg di cibo all’anno, in Europa e Nord America si arriva a 95/115 kg di cibo sprecato. E nella sola Europa, dati 2014 attestano che ogni anno si sprecano oltre 100 milioni di tonnellate di cibo. Così, paradossalmente, lo spreco alimentare ci aiuta a capire per contrapposizione: recuperare il cibo implica comprendere la composizione di questi valori, che non sono soltanto economici e ambientali. Si deve soltanto mangiare, per vivere. E per vivere bene, si deve mangiare bene. È un’equazione ben dimostrata, ormai. Deve essere considerato un diritto per tutti. Questa è la vera sfida sul cibo, e il suo ‘vero’ valore».

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