La carta di identità di Amflora, la superpatata

L’aspetto e’ quello di una normalissima patata, ma e’ immangiabile. Ricca com’e’ di amido e’ pero’ preziosa per l’industria dei collanti e della carta, tanto da richiedere un numero inferiore di passaggi nel processo produttivo. La ”superpatata” Amflora, la cui coltivazione in Europa ha avuto la luce verde dalla Commissione Ue, e’ anche il primo organismo geneticamente modificato destinato all’uso industriale che potra’ essere coltivato nel vecchio continente. Prodotta dall’azienda chimica tedesca Basf, la patata Amflora e’ ricchissima della componente dell’amido chiamata amilopectina pura, comunemente utilizzata nell’industria per rendere i filati piu’ forti, la carta piu’ lucida e per rendere l’intonaco piu’ aderente alle pareti. Attualmente l’amido derivato dalle comuni patate viene utilizzato nell’industria della carta ”in blocco”, con entrambi i suoi componenti (amilopectina ed amilasi), nonostante l’amilasi non sia efficace. Separare i due componenti dell’amido e’ pero’ svantaggioso dal punto di vista economico. La soluzione, allora, e’ consistita nel disattivare il gene che produce l’amilasi. E’ stata ottenuta in questo modo la patata Amflora. Un parere emesso nel 2006 dall’Autorita’ europea per la sicurezza alimentare (Efsa) ha dichiarato questo prodotto sicuro per uomini, animali e ambiente, al pari delle comuni patate. Per gli esperti di biotecnologie vegetali e’ un prodotto apripista in Europa: il via libera a questa coltura ”segna di fatto la fine del monopolio delle coltivazioni geneticamente modificate nell’Unione Europea”, ha commentato Roberto Defez, del Consiglio Nazionale delle Ricerche (Cnr) di Napoli. Finora l’unico organismo geneticamente modificato coltivato in Europa era infatti il mais Bt della Monsanto, che viene coltivato in Spagna dal 1998. Si tratta anche del primo ogm di interesse industriale in Europa e, secondo Defez, ”potrebbe aprire la strada a tanti altri prodotti, primi fra tutti riso e grano resistenti alla siccita’, interessanti per fronteggiare in futuro gli effetti dei cambiamenti climatici”. Secondo l’esperto bisogna comunque considerare che, sebbene la patata Amflora sembri una novita’, ogm di interesse industriale sono largamente utilizzati da tempo in tutto il mondo: ”si trovano in quasi tutti i detersivi, negli alcolici e nel pane: ce ne sono a centinaia e sono enzimi prodotti da lieviti, batteri e funghi geneticamente modificati”.(ANSA).

Un Commento in “La carta di identità di Amflora, la superpatata”

  • paolo manzelli scritto il 4 marzo 2010 amgiovedìThursdayEurope/Rome 0:15

    COMUNICATO STAMPA . ed INVITO. 
    Il giorno 03 marzo 2010 15.01, Paolo Manzelli ha scritto:

    All’ incontro per anno della  Biodivesita a Firenze in Palazzo Strozzi al Vieusseux sala Ferri ( 10/03/10 )  il prof Vinvenzo Vecchio del CeRA – Universita di Firenze ,vedi :http://www.eurosportelloconfesercenti.it/sites/default/files/locandina.pdf  introdurra al tema –  LA PATATA IMMANGIABILE della BASF . La sua relazione si terra Relazione nel  pomeriggio  del 10/03/10 (ore 15.00)
    La patata a Transgenica chiamata  “AMFLORA” e’ stata creata per la produzione industriale della carta , ed e’ immangiabile dall’ uomo , mentre i residui della produzione industriale sono  ancora  mangiabili dai ruminanti. 
    La patata Amflora e’ resistente agli attacchi del batteri perche’ progettata per essere resistente agli antibiotici e cio puo’ essere un pericolo per le modificazioni dell’ humus del terreno dove vengono coltivate.
     Pertanto la Commissione Europea prendendo (02/FEB10) la decisione di concedere la possibilita’ di coltivare in tutta Europa la parata transgenica Amflora, ha permesso di vanificare il “Principio di Precauzione”  per ragioni esclusivamente economiche, senza prendere in alcuna  considerazione al esigenza dello sviluppo di una ricerca pubblica nel settore della sicurezza alimentare .  info:  Paolo Manzelli   
    BIBLIO :  http://www.step1.it/tribu_di_zammu.php?sez=post&id=33132http://www.basf.com/group/corporate/en/products-and-industries/biotechnology/plant-biotechnology/amflora 

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