La Coop bandisce le uova da galline in gabbia. Per l’Unione avicoltori deve scegliere il consumatore

Basta con le uova prodotte da galline allevate in gabbia, in spazi angusti (poco piu’ grandi di un foglio di carta A4), e a produzioni forzate: dai primi di ottobre Coop le ha totalmente bandite negli suoi oltre 1.440 punti vendita, dove si trovano solo uova provenienti da allevamenti a terra, all’aperto e biologici. Un passo in piu’, dice il colosso della distribuzione, su una strada gia’ intrapresa con le uova a marchio Coop, ”ora abbiamo sensibilizzato tutti i fornitori sul problema e supportato l’innovazione nei loro allevamenti”. Una scelta questa che libera 1,3 milioni di galline attualmente costrette in gabbie e che ha fatto guadagnare a Coop il premio ‘Good egg’, riconoscimento della Compassion in World Farming, la maggiore organizzazione internazionale per il benessere degli animali da allevamento, che sara’ assegnato domani a Parigi. Di fatto Coop anticipa la direttiva europea sulla protezione delle galline ovaiole negli allevamenti con la messa al bando, dal gennaio 2012 delle gabbie di batteria convenzionali. ”Siamo stati i primi a definire degli standard migliorativi di benessere animale nei nostri allevamenti di bovini, suini, avicoli a marchio Coop, i primi ad aderire ai protocolli sui cosmetici non testati sugli animali, i primi ad eliminare le pellicce dai capi del tessile – spiega Vincenzo Tassinari, presidente del Consiglio di gestione di Coop Italia – Molti fornitori hanno riconvertito i loro allevamenti e noi li abbiamo incoraggiati a fare una scelta totalmente alternativa alle gabbie perche’, anche se dal 2012 saranno leggermente piu’ grandi, resta comunque uno spazio angusto e innaturale. Auspichiamo che molte altre imprese ci seguano, e confidiamo che questa nostra scelta dia un chiaro indirizzo al mondo della produzione”
”E’ il consumatore che deve scegliere e non la catena di distribuzione a imporre al consumatore una scelta. Non accettiamo la criminalizzazione delle uova provenienti da galline allevate in gabbia”. Cosi’ Rita Pasquarelli, direttore di Una (Unione nazionale avicoltori), l’organizzazione che raccoglie i produttori di carni avicole e di uova, commenta l’iniziativa della Coop. ”Il settore avicolo – afferma Pasquarelli – offre al consumatore le diverse tipologie di uova provenienti dai diversi tipi di allevamento (in gabbia, a terra, all’aperto, biologico). La scelta e’ del consumatore. E noi come organizzazione sosteniamo tutte le iniziative volte a favorire il benessere animale”. ”La ragione dell’allevamento in gabbia – spiega poi Pasquarelli – e’ la necessita’ di proteggere l’uovo da qualsiasi contaminazione. L’uovo prodotto a terra o all’aperto e’ piu’ difficilmente pulito di quello prodotto in gabbia, inoltre l’allevamento in gabbia facilita le condizioni di lavoro. Infine dal punto di vista nutrizionale non c’e’ alcuna differenza perche’ – sostiene Pasquarelli – i valori nutrizionali dell’uovo dipendono dalla qualita’ del mangime e non dall’essere allevati a terra o all’aperto”. In Europa e quindi in Italia, gli allevamenti devono avere gabbie che prevedano 550 centimetri quadri di spazio per gallina mentre nel resto del mondo ci sono gabbia di 300-350 centimetri quadri.

6 Commenti in “La Coop bandisce le uova da galline in gabbia. Per l’Unione avicoltori deve scegliere il consumatore”

  • martina scritto il 20 ottobre 2010 pmmercoledìWednesdayEurope/Rome 17:32

    reputo vergognoso il commento di Rita Pasquarelli(unione avicoltori) ”noi come organizzazione sosteniamo tutte le iniziative volte a favorire il benessere animale”..”però perchè criminalizzare le uova provenienti da galline allevate in gabbia??sono più igieniche e hanno stessi prinicipi nutrizionali(per l’uomo che le mangia),facilitano le le condizioni di lavoro…” delle galline tanto chissene frega… hanno a disposizione ”ben”550 centimetri quadri di spazio…!!! no comment…egoismo umano puro di chi fa solo i propri interessi…

  • cintia scritto il 20 ottobre 2010 pmmercoledìWednesdayEurope/Rome 21:53

    La vera ed unica preoccupazione della Pasquarelli è che le uova siano pulite e le condizioni di lavoro degli addetti il più semplici e celeri possibile: perdite di tempo corrispondono a perdite di guadagni, il benessere animale non è sicuramente all’apice dei suoi pensieri.

    Coop ha fatto una scelta etica altamente condivisibile ed apprezzabile senza contare che ogni azienda ha il diritto di decidere quali linee di prodotti vendere.La signora Pasquarelli non ha neppure a cuore la libera scelta del consumatore, che ha se proprio ci tiene a comperare le uova più crudeli del mercato basta giri l’angolo della strada e trova migliaia di punti vendita dove l’etica non ha importanza. Il vero problema è che la scelta COOP può creare un precedente ed in futuro potrebbe essere seguita da altri commerciantim se si confermasse una scelta vincente. Questo è il vero Problema degli avicoltori, che la Pasquarelli rappresenta, che sarebbero costretti a cambiamenti produttivi verosimilmente più costosi

  • Isotta Vegman scritto il 20 ottobre 2010 pmmercoledìWednesdayEurope/Rome 22:13

    Mi chiedo se la signora Pasquarelli pensa che veramente i consumatori siano così sprovveduti da credere a tutte le bugie che ha scritto per difendere le uova prodotte in batteria. Inoltre, premesso che sono contraria al consumo di QUALUNQUE uovo perchè sono contraria allo sfruttamento di qualunque animale, il consumatore continuerà scegliere. Se vorrà un uovo prodotto da una creatura SBECCATA DA SVEGLIA, vissuta poco più di un anno in uno spazio che non gli consente nemmeno di aprire le ali, potrà trovare altri fornitori NON virtuosi che provvedono allo SPACCIO di uova simili . A chi volesse ulteriori spunti di riflessione ecco un bel video sulla produzione NON di uova ma della FABBRICA delle uova e cioè le galline ovaiole (femmine) senza le quali non ci sarebbero uova.
    http://www.youtube.com/watch?v=hhynwKoeSIY
    Che ne dice signora Pasquarelli ? Le piacerebbe essere nata in quell’inferno che Lei difende ?

  • michela scritto il 21 ottobre 2010 pmgiovedìThursdayEurope/Rome 17:19

    Quindi non SBECCANO più le galline?
    Vogliam FOTO di queste paradisiache, nuove Valli dell’Eden, grazie.

  • Licia scritto il 5 novembre 2010 amvenerdìFridayEurope/Rome 9:13

    Ormai siamo quasi sette miliardi di esseri umani a popolare il pianeta e ritengo doveroso da parte di ciascuno di noi farsi carico consapevolmente delle conseguenze che le nostre scelte determinano su tutto ciò che ci circonda. Tuttavia molti preferiscono non pensare alla sofferenza altrui, soprattutto se di altre specie, Allora di fronte a tanta indifferenza diventa indispensabile che la grande catena di distribuzione imponga una scelta etica. Quanto all’igiene, per milleni chi si è cibato di uova, ha consumato quelle prodotte all’aperto e/o a terra…
    Brava COOP, un piccolo passo verso un mondo più civile!

  • DONATO scritto il 8 dicembre 2010 ammercoledìWednesdayEurope/Rome 6:26

    QYESTA STORIA DELL’UOVO BIOLOGICO E DI GALLINE ALLEVATE A TERRA ,MI SEMBRA PIU’ UNA TROVATA PUBBLICITARIA E UNA FRODE COMMERCIALE CHE UNA VERA E PROPRIA RIVOLUZIONE A FAVORE DEI CONSUMATORI.MIPONGO ALCUNE E SEMPLICI DOMANDE :
    COME POSSONO ESSERE PRODOTTE MILIONI DI UOVA DI GALLINE ALLEVATE A TERRA AL GIORNO PER VENDERLI IN IPERMERCATI E PER LA PRODUZIONE DI TORTELLINI ,QUANDO QUESTO TIPO DI ALLEVAMENTO NON CONSENTE ANCORA UNA QUANTITA’ TALE DA SODDISFARE TALE IMMISSIONE SUL MERCATO? SONO CONVINTO CHE ANCHE QUESTA BATTAGLIA IN FUTURO DARA’ RISULTATI NEGATIVI COME GLI ETERNIT IN AMIANTO,IL LATTE CHE NON DOVEVE PIU’ ESSERE DATO DAL SENO DELLA MAMMA,E DA TANTE ALTRE BATTAGLIE CONTRO L’EVOLUZIONE NATURALE DEI TEMPI SENZA SCONVOLGIMENTO DELLA NATURA.
    CHE MI DITE DEGLI UCCELLI CRESCIUTI IN GABBIA? E DI UN CANE DI GROSSA STAZZA ALLEVATA IN UN APPARTAMENTO? NON SONO ANCHE QUESTE CRUDELTA’.

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