La crisi colpise anche l’agriturismo. Diminuiscono i soggiorni, cresce l’età degli agrituristi

La crisi incide anche in un settore ‘forte’ come l’agriturismo: è il risultato di una indagine condotta da Agriturismo.it che rivela le caratteristiche del turista rurale del 2012. Se nel 2009 il 54% di quanti hanno partecipato all’inchiesta soggiornava in agriturismo più di una volta all’anno, oggi invece lo fa solo il 41%. Tra il 2009 e il 2012, secondo la ricerca, cresce l’età media degli agrituristi: si registra un forte calo degli under 35 mentre aumentano gli over 50. Nel 2009 i turisti rurali sotto i 35 anni erano quasi il 20%, oggi sono il 10%. Gli over 50 crescono, infatti del 9% (da 30% al 39%). Varia anche il tipo di compagnia scelta per la vacanza in agriturismo: se nel 2009 si sceglieva principalmente il proprio partner (57% contro 50%), oggi si preferisce soggiornare in agriturismo con tutta la famiglia, bambini compresi (54% contro 48%). L’agriturista 2012 sceglie questo tipo di soggiorno per degustare la cucina e immergersi nella natura (38%), a seguire (16%) preferisce un’azienda dove provare un po’ tutte le peculiarità di questo tipo di vacanza: natura, enogastronomia, relax e attività dentro e fuori l’agriturismo. Seguono a distanza le preferenze per una vacanza incentrata sull’attività dentro e fuori l’azienda. Se gli agrituristi italiani propendono per una vacanza all’insegna del mangiar sano (84%) e del risparmio (91%), gli agrituristi stranieri cercano nella vacanza in agriturismo la tranquillità (84%) e l’attenzione all’ambiente (79%). Tra le regioni più gettonate, calano quelle storiche come la Toscana (dal 64% al 58%) e l’Umbria (dal 44% al 35%), mentre le altre restano sostanzialmente invariate o crescono leggermente. Il turista rurale 2012, comunque, apprezza e ricerca fortemente l’ambiente e familiare e l’ospitalità offerti dalle aziende agrituristiche (44% oggi contro il 38% nel 2009). Migliora la percezione generale nei confronti dell’agriturismo: aumenta l’idea che si sia evoluto mantenendo lo spirito iniziale (da 23% a 30%), si lamentano in maniera minore menù banali e non legati al territorio (da 34% a 29%) o la non chiarezza sui prezzi (da 28% a 24%). Cala l’idea che la commercializzazione spinta stia rovinando il settore (da 39% a 31%). L’indagine, che è stata svolta nel mese di settembre 2012 su un campione di 310.000 iscritti del sito, e ha raccolto 2778 risposte, verrà presentata ad AgrieTour, salone nazionale dell’agriturismo, ad Arezzo il prossimo 14 ottobre. (ANSA)

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