La crisi in Libia pesa anche sui pescatori

La grave crisi in Libia pesa soprattutto sui pescatori italiani, in una situazione sempre piu’ difficile e pericolosa. Protestano le marinerie, le associazioni di categoria lanciano l’allarme: per l’attivita’ di pesca, in particolare al Sud, il clima si fa incandescente. ”I rischi aumentano, c’e’ un calo di redditivita’, oltre all’aspetto ecologico. Siamo preoccupati” dice il presidente di Lega Pesca, Ettore Iani’. Preoccupazioni condivise dal ministro delle Politiche agricole Giancarlo Galan: ”non c’e’ dubbio – afferma – che le attivita’ di pesca sono messe a rischio dalla presente situazione sia militare che politica in atto in Libia”. Presto per indicare cifra ma ”l’Italia subiva gia’ la decisione unilaterale della Libia che ha proclamato zona di competenza esclusiva tutto il golfo della Sirte e alcune aree fra le piu’ pescose del Mediterraneo” sottolinea Lega Pesca. ”La chiusura della pesca del tonno, con l’obbligo di firmare accordi con le compagnie libiche, ha causato gia’ tensioni tra Italia e Libia, e i pescherecci italiani hanno subito mitragliamenti da parte di motovedette libiche. Il delicato mercato del tonno rosso ora rischia di subire un vero e proprio black out” dice la Lega che, ”pur condividendo le scelte operate dall’Onu, resta convinta che mai debba essere abbandonata la via diplomatica”. Galan ritiene ”condivisibili le considerazioni espresse oggi dalle associazioni della pesca professionale. Il desiderio di pace che intendo esprimere si coniuga con la preoccupazione per quanto le complesse e delicate operazioni militari potranno causare alla pesca”. Intanto un primo segnale e’ arrivato con il sequestro – ancora in attesa di soluzione – del rimorchiatore ‘Asso 22′ e di otto marinai. Senza dimenticare l’aspetto ecologico: ci saranno aree per lo scarico delle bombe non utilizzate, con problemi analoghi a quelli durante la guerra in Kossovo, con gravi danni per l’ecosistema marino” dice Iani’. La situazione piu’ difficile a Lampedusa: Federcoopesca ha chiesto un intervento straordinario in favore delle marinerie dell’isola. ”Siamo vicini alle popolazioni migranti, ma la situazione ha di fatto bloccato ogni attivita’ di pesca acutizzando i problemi che attanagliano il settore” dice Federcoopesca-Confcooperative ricordando che ”la flotta siciliana costituisce il 23% del totale dei pescherecci italiani e offre ai mercati oltre 62 mila tonnellate di prodotto ogni anno”. Nessun pericolo pero’ per i banchi del pesce: i consumatori italiani li troveranno comunque ben forniti. ”Il mercato si autoregola -dice Iani’- se non si potra’ dal Mediterraneo il prodotto arrivera’ da altre zone, Est o Asia”. (ANSA).

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