La crisi svuota i carrelli ma crescono gli acquisti diretti dal produttore


La crisi si fa sentire anche sul carrello della spesa: nel mese di luglio, secondo quanto emerge dai dati Istat sul commercio al dettaglio, si è registrata una flessione dei consumi alimentari dello 0,3% rispetto al mese precedente e del 2% rispetto allo stesso periodo del 2010. Una contrazione manifesta sia a livello quantitativo, sia qualitativo. E’ quanto sostiene la Cia, commentando i dati Istat. L’attenzione al risparmio da parte delle famiglie si riflette sulla catena distributiva: particolarmente penalizzati gli ipermercati (-3,9% su luglio 2010) e i supermercati (-1,7%), mentre le “cattedrali dell’offerta”, ossia i discount, non sembrano accusare particolari contrazioni di vendita (-0,9% su luglio 2010, +0,9% nei primi mesi 2011 rispetto all’anno precedente). Un trend negativo che, spiega la Cia, “va avanti da inizio anno”: il primo trimestre del 2011 si è chiuso con una flessione acquisita del 3,6% e con performance negative in tutti i comparti. Male, nel periodo compreso tra gennaio e giugno, il pane (-8,5%), il pesce (-4,8%; quello fresco -6,4%), la carne rossa (-3,2%) e la frutta (-2,7%). A preoccupare ulteriormente la Confederazione agricola è “lo stravolgimento” del budget di spesa delle famigli: quello dedicato all’alimentazione è stato infatti superato da quello per i trasporti, i carburanti, l’energia (470 euro mensili, contro le 467 euro per gli alimentari). Un dato, sostiene la Cia, destinato a rafforzarsi a causa dell’aumento dell’Iva sui carburanti.
In controtendenza invece gli acquisti diretti dal produttore (+30 per cento). A dirlo è la Coldiretti nel sottolineare che con la crisi si torna ad acquistare direttamente dal produttore in riferimento al crollo delle vendite a luglio del 2,4 per cento su base annuale rilevato dall’Istat. In Italia – sottolinea Coldiretti – si conta la presenza da oltre 63mila imprese agricole che vendono direttamente attraverso spacci aziendali, chioschi, bancarelle mentre con un crescita esponenziale sono saliti a oltre 800 i mercati degli agricoltori di Campagna Amica in tutte le regioni. L’affermazione degli acquisti diretti dagli agricoltori e’ il frutto – sottolinea la Coldiretti – della ricerca della combinazione ottimale tra qualita’, sicurezza e prezzo, ma anche della crescente percezione della responsabilita’ sociale e ambientale che ha ogni atto di acquisto. Nei mercati degli agricoltori di Campagna Amica – conclude Coldiretti – si trovano prodotti locali che non devono affrontare lunghi trasporti con mezzi inquinanti, messi in vendita direttamente dall’agricoltore nel rispetto di precise regole comportamentali e di un codice etico ambientale, sotto la verifica di un sistema di controllo di un ente terzo. (AGI)

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