La fotografia dei farmers market veneti scattata da Veneto Agricoltura

I farmers market veneti sono una realtà. Uno dei dati più interessanti delle analisi di Veneto Agricoltura sui nostri FM (farmers markets), è che essi coinvolgono oltre 300 produttori agricoli e attirano circa 650 mila consumatori all’anno, i quali effettuano quasi un milione e mezzo di atti di acquisto per un giro d’affari stimato in oltre 10 milioni di euro. Significativa anche la progressione.
Questo è quanto emerso durante la Conferenza Stampa svoltasi presso il marcato del contadino di Conegliano, presenti l’Amministratore Unico di Veneto Agricoltura Paolo Pizzolato, il Sindaco di Conegliano Alberto Maniero, l’Ass.re comunale Loris Zava, e i Presidenti e rappresentanti delle Organizzazioni Professionali agricole venete.
Subito dopo la loro regolamentazione (decreto del Mipaaf del 20 novembre 2007), anche nel Veneto sono sorti numerosi FM. Nel 2008 23 e l’anno dopo 21, per un totale di ben 44 a fine 2009. Uno sviluppo sorprendente, per un fenomeno che evidentemente ha colto nel segno, incontrando i favori dei consumatori da una parte e degli imprenditori agricoli dall’altra.
Con l’ultimo monitoraggio effettuato dalla Regione Veneto a dicembre 2010, di FM istituiti e operativi se ne contano 49, cinque in più. Insomma dopo il boom, una crescita più lenta e, possiamo dire, razionale.
Va segnalato inoltre che a fianco di questi, chiamiamoli ufficiali in quanto rispettano completamente la normativa emanata dal Ministero, ne vanno segnalati altri 30 circa, perfettamente operativi, ma frutto di iniziative locali e non ancora censiti in quanto non hanno concluso il percorso burocratico previsto.
L’indagine avviata da Veneto Agricoltura ha raccolto una mole cospicua di dati (visibili sul sito www.venetoagricoltura.org) un patrimonio probabilmente unico per profondità e ampiezza dell’analisi, a livello nazionale.
La suddivisione per province vede in testa Venezia con 15 (31%), che si conferma prima dalla rilevazione 2009; cresce di due Verona (11 FM, 22%), stabile Treviso (9 FM, 18%), cresce di tre Padova (ora 6 FM, 12%). Invariate le altre province: Vicenza e Rovigo 4 FM, nessuno a Belluno.
’L’identikit del perfetto farmers market: è composto di 12 postazioni di vendita, la metà delle quali occupate da produttori che vendono frutta e verdura, 1 o 2 che propongono latte e formaggi, carne e derivati o vino, non più di una postazione per piante e fiori, miele, olio (oppure derivati dai cereali), prodotti trasformati vegetali.
Le bancarelle sono generalmente di ridotte dimensioni (meno di 5 mq, due tavoli affiancati, nel 52% dei casi), le più grandi sono quelle dei produttori ortofrutticoli; quasi tutte sono coperte grazie ad un gazebo (80%), che nel 38% dei casi è standardizzato in quanto fornito dal comune che istituisce il farmers market, o da una associazione di categoria. Si svolge una volta alla settimana (79% dei casi), il sabato o durante uno dei giorni feriali (dal lunedì al venerdì), in una piazza del centro cittadino (49%) o nelle immediate vicinanze (30%), quasi sempre nei pressi di un parcheggio di appoggio molto apprezzato dai consumatori.
I produttori intervistati sono dei “professionisti” della vendita presso i farmers market; infatti si dedicano alla vendita diretta da più di quattro anni nei tre quarti dei casi. Il 60% di essi partecipa a più di un mercato (il 17% anche a più di quattro!). Un terzo di loro percorre meno di 10 km per raggiungere il farmers market e un altro terzo si mantiene tra 10 e 20 km. Il 76% dei produttori ha dichiarato di aver dovuto effettuare degli investimenti per partecipare al mercato: in prevalenza (38%) si è trattato di attrezzature (espositori, bancarelle, gazebo) o strumenti di vendita (24%), quali bilance, carrelli, cassette, cartelli segna-prezzo,). Tra le diverse modalità di vendita diretta, se continua a prevalere quella in azienda (44% delle vendite dirette in valore), quelle presso i farmers market rappresentano una quota del 33% del totale. Comunque il 71% dei produttori realizza attraverso il farmers market meno del 20% del proprio fatturato. Nel complesso, il 94% dei produttori giudica positivamente la propria partecipazione ai farmers market.
I consumatori che frequentano i farmers market sono prevalentemente donne (65%) e di età compresa tra 40 e 60 anni (41%) o superiore (38%). Quasi l’80% di loro percorre meno di 5 km per recarsi al mercato; la metà circa lo fa settimanalmente (54%), a piedi (28%) o in bicicletta (22%). Il modo con cui si viene a conoscenza dell’esistenza del mercato è per lo più il passaparola. La hit degli acquisti vede in testa frutta e verdura (dichiarato dal 95% dei consumatori); poi (48%) i prodotti lattiero-caseri, quindi carne e derivati (18%), miele (12%), vino (10%) conserve, marmellate o altri prodotti trasformati (9%) o fiori (8%). La spesa media si aggira sui 15 euro: circa il 75% dichiara infatti di spendere un importo compreso tra 5 e 20 euro per ogni visita al mercato.
Le motivazioni? Interessanti. Se infatti garanzia di genuinità e freschezza (69% dei consumatori) e gusto e sapore (53%) sono quelle indicate anche dai produttori, sul resto ci sono pareri contrastanti. I consumatori dichiarano che si recano al mercato per il basso prezzo 46%, per la fiducia nel produttore (31%) e per una maggiore garanzia di sicurezza e salubrità dei prodotti (29%); mentre i produttori pensano che siano la fiducia nel produttore (54%) e la possibilità di un rapporto diretto con il produttore (38%), a muovere i consumatori.
In conclusione, assieme ad generale apprezzamento sono emersi anche dei distinguo. Infatti i farmers market meglio riusciti, legittimati da una costante significativa partecipazione di consumatori e produttori, sono principalmente quelli nei comuni con un maggior numero di abitanti (superiori a 20.000), dove gli FM sono una effettiva risposta ad un bisogno della cittadinanza. Altro fattore positivo è stata la promozione dell’iniziativa da parte dell’istituzione comunale. Meglio ancora, quando questa si è occupata direttamente della gestione del mercato.

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