La frutta fa bene; quella secca pure

Molti non sanno che le regine del mercato, relativamente alla frutta secca, sono le noci, che oltre ad essere delle vere e proprie bombe salutistiche, fanno parte indissolubile del paesaggio italiano, in particolare di quello sorrentino, dove la varietà italiana più pregiata, “Noce di Sorrento”, abbellisce l’omonima penisola e la rende nota in tutto il mondo. La “Noce di Sorrento” deriva da una mutazione naturale del noce comune e si presenta sui mercati con una forma ovale regolare, con apice leggermente appuntito e base arrotondata, il guscio è sottile e di colore cannella chiaro, liscio e poco rugoso sia all’esterno che all’interno, ha il pregio di opporre una scarsa resistenza alla rottura. La parte edibile del frutto si chiama “gheriglio” e nelle noci di Sorrento è chiaro, voluminoso e poco oleoso, in pratica difficilmente irrancidisce e pertanto non lascia la sgradevole sensazione di acidità in gola, anche se se ne mangiano consistenti quantità.
Il peso medio dei frutti oscilla fra 9 e 12 grammi e le calorie fornite da 100 grammi (ovviamente senza involucro) vanno da 600 a 680 Kcal. Pertanto, consumando sei o sette noci al giorno, si assumeranno all’incirca 200/230 Kcal. e si avrà il grande vantaggio di assumere benefici acidi grassi monoinsaturi e polinsaturi, quali l’oleico e il linoleico, e poi consistenti quantità di potassio (mg 500 per 100 g) di fosforo (mg 317 per 100 g) e di magnesio (mg 170per 100 g) oltre a calcio e selenio; per le vitamine, buono è l’apporto della Vit. A – E – B6 – Niacina e Tiamina, infine, per quanto riguarda gli aminoacidi, quasi tutti quelli essenziali sono contenuti nelle nostre noci. Ed ora un po’ di storia: l’origine della pianta è antichissima, si parla del miocene, in ogni caso la diffusione dell’albero e dei suoi frutti sembra partire dalla Cina o dal massiccio dell’Himalaya. Durante gli scavi archeologici di Pompei ed Ercolano sono stati trovati frutti di noci carbonizzati del tutto simili, nella forma, alle attuali noci di Sorrento, e, ancora in epoca romana, i poeti latini Ovidio e Virgilio parlano di quando durante i cortei nuziali erano gli sposi a lanciare noci agli invitati, e da qui si presume che derivi l’usanza del lancio dei confetti nelle cerimonie nuziali moderne. Furono le legioni romane, così come per altre specie, a diffondere per l’Europa conquistata la coltivazione del noce, fino in Inghilterra, dove la leggenda sostiene che sotto quegli alberi si riunissero le streghe. Oggi, Cina, Stati Uniti d’America e Turchia sono i maggiori paesi produttori, ma l’Italia, dalla Sicilia al Trentino A.A., detiene il primato per l’alta qualità. (la pagella di Bussola Verde – Acmo Bologna)

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