La lunga storia dei crisantemi non solo fiori dei defunti

Questi sono i giorni dei crisantemi: fioriscono a fine ottobre e per noi sono i fiori dei defunti che ben pochi osano regalare in occasione di un matrimonio o di un compleanno. Ma non è così nel resto del mondo. In Cina e in Giappone, dove i crisantemi sono il fiore nazionale, sono simbolo di vita e di gioia grazie alla bellezza, alla varietà di forme, dimensioni e colore che ne fanno un ornamento prezioso in tantissime occasioni di festa.
Del resto la parola crisantemo deriva dal greco e significa “fiore d’oro”. Originario della Cina, le sue tracce si perdono nella notte dei tempi e si pensa che venisse coltivato addirittura cinque secoli prima della nascita di Cristo.
Dalla Cina si è diffuso in Corea e in Giappone dove un crisantemo composto da sedici petali è diventato l’emblema araldico della famiglia imperiale, e simbolo del paese stesso.
In Olanda i primi crisantemi arrivarono alla fine del 1600, ma occorrerà quasi un secolo perchè si diffondano in Francia, poi in Italia e in Inghilterra. In principio erano una vera rarità esotica, ma col tempo se ne diffuse la coltivazione casalinga.
Il crisantemo fiorisce quando le ore di buio equivalgono o superano quelle di luce, ed è per questo che nei nostri climi i primi fiori li vediamo in autunno, poi in primavera quando le ore di sole aumentano la pianta entra in riposo vegetativo.
Resistenti al freddo, le piante del crisantemo si adattano a tutti i tipi di terreno, purchè ben drenati, ma, per chi volesse cimentarsi nella coltivazione casalinga, è meglio scegliere un luogo soleggiato e riparato sia dalla pioggia dal vento anche per non rischiare di trovarsi con le corolle rovinate o gli steli spezzzati.
Per chi invece si accontenta di acquistarli c’è solo l’imbarazzo della scelta. Le varietà sono migliaia differenti per lunghezza dello stelo, forma e dimensioni della corolla, numero di petali, colori, che vanno dal bianco ai viola passando per tutte le tonalità del giallo del rosso e dell’arancio, e, soprattutto in questi giorni, prezzo.
Del resto, speculazioni a parte, i crisantemi sono una voce fondamentale della floricoltura italiana con la produzione concentrata in particolare in Liguria, Campania, Lazio, Toscana, Puglia e Sicilia. Ogni anno in Italia se ne producono più di 600 milioni di steli e circa 10 milioni di vasi e la loro vendita è concentrata tra la fine di ottobre e la prima decade di novembre quando in crisantemi si spendono tra i 380 e i 420 milioni di euro.
E chissà che qualcuno non sia destinato anche alle cucina recuperando un uso antico. I ricettari europei dei secoli scorsi lo ponevano ad un posto d’onore, i petali più delicati infatti possono essere aggiunti alle insalate, mentre gli altri possono profumare zuppe e minestroni, o dare nuovi sapori ad arrosti di carne o pesce

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