La manovra scontenta gli agriturismi


Secondo le stime di Agriturist, la manovra Monti, attraverso la tassazione degli edifici rurali, taglierà il 15% dei redditi dell’agriturismo pesando, in media, per 1.650 euro su ogni azienda. Se a questo aggiungiamo quanto dovuto per le abitazioni degli imprenditori e degli addetti, i punti vendita, le stalle, i magazzini, le rimesse, è chiaro che la tassazione delle aziende agricole raggiunge livelli insostenibili e addirittura paradossali. Sarebbe come chiedere a un lavoratore dipendente che guadagna 30 mila euro l’anno nuove imposte per 4.500 euro.
“Siamo ben consapevoli – dichiara Vittoria Brancaccio, presidente di Agriturist (Confagricoltura) – che l’Italia è in piena emergenza finanziaria e tutti dobbiamo contribuire a raddrizzare questa situazione pericolosissima per il nostro Paese. Ma con queste aliquote la tassazione dell’agriturismo è insostenibile e molte aziende saranno costrette a chiudere e a vendere. Regaleremo decenni del nostro lavoro a chi ha accumulato, magari evadendo gli obblighi fiscali, grandi disponibilità economiche”.
Agriturist sottolinea che gli edifici rurali destinati all’ospitalità agrituristica sono stati restaurati a prezzo di grandi sacrifici, contraendo mutui molto impegnativi che, alle attuali condizioni poste dalla manovra del governo, in molti casi non sarà possibile restituire.
D’altra parte l’agriturismo rappresenta, per le 20 mila aziende che hanno deciso di investirci, un sostegno economico indispensabile alla sopravvivenza dell’attività agricola, soprattutto nelle zone collinari e montane dove fare agricoltura è più difficile. Le stesse zone dove, appena pochi giorni fa, di fronte agli effetti catastrofici delle alluvioni, si diceva che il presidio degli agricoltori fosse fondamentale per proteggere il territorio.
“Ci appelliamo al presidente Monti – prosegue Vittoria Brancaccio – affinché corregga tempestivamente l’applicazione dell’IMU agli edifici rurali tenendo anche conto che tali edifici sono già tassati insieme ai terreni su cui si trovano. Si può far fronte alla crisi aggiornando ragionevolmente l’imposizione fiscale sui terreni senza intaccare il principio, ormai consolidato, della funzione strumentale dei fabbricati rurali per l’esercizio dell’attività agricola e delle attività agrituristiche ad essa connesse”.

2 Commenti in “La manovra scontenta gli agriturismi”

  • cristina scritto il 22 dicembre 2011 pmgiovedìThursdayEurope/Rome 14:01

    invece che far pagare il settore agricoltura che da sempre è penalizzato dovrebbero in modo sostanziale togliersi i privilegi che paghiamo noi profumatamente visto che non sanno fare altro che scaldare la poltrona!!! Vergogna!

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