La mela di Biancaneve

Mela rossa“La mela di Biancaneve: l’agricoltura moderna ‘avvelena’ la nostra salute e la Terra del Salento?” questo il titolo dell’incontro in programma Venerdì 22 febbraio alle ore 17.30 al castello De Gualtieris di Castrignano dei Greci (Lecce), dive la dott.ssa Maria Antonietta Giancane e il fitoiatra perito agrario Davide De Lentinis terranno questo seminario .
La salute dei consumatori e’ messa a rischio dal massiccio uso di agrofarmaci (pesticidi, concimi etc): ”i nitrati usati come concimi sono cancerogeni sopra determinate dosi”. Il rischio non e’ remoto se pensiamo che ”le piante coltivate in serra sono concimate con soluzioni liquide che abbondano di azoto. Per di piu’ se le piante non ricevono luce adeguata (come in serra) accumulano molti nitrati nelle foglie”. Altre sostanze vengono aggiunte (per esempio conservanti) a frutta e verdura lungo la filiera che porta i prodotti sul mercato. Quindi noi consumatori assorbiamo nitrati da diverse fonti: almeno il 37% della frutta e verdura che mangiamo presenta sostanze chimiche e da studi Usa emerge che dei circa 300 agrofarmaci in uso (che spesso finiscono dispersi in ambiente, acqua, aria e frutta e verdura) oltre 50 sono cancerogeni e interferiscono col sistema endocrino.
E al rischio potenziale delle sostanze nocive, si aggiungono carenze di sali minerali, vitamine e altri elementi nutritivi che le piante in serra non riescono a generare a causa della crescita veloce, della scarsa disponibilità di luce e di tutti i microelementi che offre un terreno di coltura normale.
Anche la salute della Terra e’ messa in pericolo dall’agricoltura industriale, ”nel mondo il 25% delle terre emerse risulta eroso gravemente (il 30% in Italia), la terra coltivabile nel 1970 disponibile era di 0,38 ettari procapite, di 0,23 nel 2000, e’ la proiezione per il 2050 e di 0,15”.
“L’agricoltura rappresenta un patrimonio, la fonte della vita e del cibo. Ma negli ultimi decenni l’uomo ha cambiato le regole del gioco. Oggi l’allevamento viene condotto senza un legame con la terra e con l’ambiente circostante, in enormi capannoi di cemento che sembrano grandi fabbriche, quasi del tutto isolati. Il mangime percorre migliaia di chilometri, mentre gli animali vivono e crescono fermi sul posto, senza muoversi. Gli ortaggi e la frutta, coltivati in ambienti dove tutte le variabili ambientali sono sotto controllo, non hanno più bisogno di seguire le stagioni. Sono bellissimi da vedere ma hanno perso il sapore, la sostanza e spesso anche il valore nutritivo.
Le regole del mercato impongono superfici di coltivazione sempre maggiori, mentre il numero delle aziende diminuisce. Gli agricoltori che non ce la fanno sono costretti a lasciare il frutto del loro lavoro a marcire sui campi perché spesso i costi di un anno di produzione non vengono coperti dai ricavi della vendita dei prodotti.”
Dal Libro del Dottore Agronomo Davide Ciccarese “IL LIBRO NERO DELL’AGRICOLTURA” Ponte delle Grazie 2012

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