La mucca, il gallo e l’ora legale

– Perché l’ora legale è un problema per i contadini? – Perché non riescono a mandare avanti il gallo… “ Questa e’ una semplice barzelletta sull’ora legale in campagna, anche se, pur dopo tanti anni, il mondo dell’agricoltura in particolare della zootecnia, continua ad avere qualche problema nel far capire agli animali della stalla(soprattutto le bovine da latte) che razione giornaliera, mungitura , etc subiranno qualche variazione. Si comincia all’alba. Dalla stalla arrivano gia’ i primi muggiti. Le vacche reclamano cibo e vogliono essere munte. Non le si puo’ fare aspettare. Non puoi raccontare loro che e’ entrata in vigore l’ora legale. Era l’11 marzo del 1997 quando la Francia disse di non volere più l’ ora legale, per i problemi che causava ad agricoltori e allevatori : perturba i ritmi delle mucche e delle pecore, che sono decine di milioni. La vicenda rimbalzo’ in Europa: i ministri dei Trasporti dell’ Ue, riuniti a Bruxelles, esaminarono l’allora nuova direttiva europea sull’ ora legale, per il quadriennio 1998-2001. La decisione di prorogare il sistema attuale – in vigore in tutta l’ Unione – deve essere presa a maggioranza qualificata: la Francia da sola non fu quindi in posizione di bloccare il progetto di nuova legge europea. Ma la questione non pare sopita, perche’ ogni anni, il cambiamento di orario si accompagna a sonni “turbolenti” di mandrie e greggi e soprattutto si imputa al cambiamento del ritmo un abbassamento della produzione. Il consiglio comunque ,per loro come per gli esseri umani, resta quello di adattarsi alla modifica d’orario a poco a poco . Per i bambini i pediatri consigliano di mandarli a letto domenica sempre secondo l’ora precedente (solare) , scalando di 10 minuti al giorno, gradualmente, per inserire i nuovi ritmi. Comunque puntuale anche questa primavera arriva il cambio dell’ora: domenica 27 marzo infatti, le lancette verranno spostate un’ora in avanti, ossia dalle ore 2:00 balzeranno alle 3:00, portandoci di nuovo all’ora legale, che resterà in vigore per sette mesi, fino all’ultima settimana di ottobre. Termina così il periodo di ora solare, che accompagna i cinque mesi invernali, con l’obiettivo di recuperare un’ora di luce in più a fine giornata. Invenzione inglese quella dell’ora legale, istituita per la prima volta nel 1916 sotto il nome di British Summer Time. Via via copiata da altri Paesi (grosso modo la metà del Mondo), non c’e’ comunque uniformità’: ad esempio, nell’emisfero australe l’ora legale segue un calendario invertito rispetto all’Europa e al Nord America; in Australia è in vigore da ottobre a fine marzo o inizio aprile, con possibili variazioni da stato a stato (come in Canada), mentre in Brasile va da novembre a febbraio. . Giappone, Paesi equatoriali, Africa, gran parte dell’Asia, dell’Oceania e delle isole del Pacifico e dell’Atlantico non si sognano nemmeno di spostare in avanti ed indietro le lancette. In Italia l’ora legale è stata adottata per la prima volta nel 1916, dal 3 giugno al 30 settembre. Negli anni successivi, e fino al 1920, l’inizio fu anticipato a marzo. Sospesa nel 1920 l’ora legale tornò in auge nel 1940 e negli anni del periodo bellico, e vi rimase fino al 1948, anno in cui venne nuovamente abolita. L’adozione definitiva risale al 1966, durante gli anni della crisi energetica. Il regime attuale è entrato in vigore nel 1996 quando fu prolungata dall’ultima domenica di marzo all’ultima di ottobre e da quella data tutti i Paesi dell’Unione Europea adottano lo stesso calendario per il cambio d’ora. Nell’Unione Europea l’ora legale è dunque armonizzata dal 1996, nonostante le polemiche di alcuni stati membri , e in molte situazioni questa originale convenzione resta tuttora oggetto di critiche, con la domanda base : sono più i costi o i benefici? Il risparmio d’energia annuo stimato in Italia è pari a 646,2 milioni di kWh, circa 84 milioni di euro, ossia “ben” 1,42€ pro capite.Dormire un’ora in meno o in più la domenica non porta con se terribili disagi o controindicazioni alla salute, percio’ i bioritmi vengono alterati quanto meno nelle fasi iniziali, modificando il ritmo sonno veglia . Insonnie, sonnolenze, aggiornamenti di sistemi informatici, orari dei treni, termostati temporizzati, videoregistratori, dvd, agende elettroniche, radiosveglie, orologi nelle auto e sicurezza delle transazioni finanziarie sono invece le aree problematiche che si ripresentano puntuali ogni anno . Per molti la soluzione sarebbe quella di mantenere in vigore tutto l’anno l’ora legale, cioe’ vivere secondo un orologio convenzionale e non secondo il ritmo del sole: lo sostengono da tempo gli inglesi , e lo ha sostenuto anche il Condacons, con otto italiani su dieci stanchi di spostare in continuazione l’orologio. Si eviterebbero i disagi ed i costi legati al cambiamento dell’orario per sistemi informatici, e tutti quei dispositivi che funzionano attraverso la temporizzazione , e si eviterebbero i cali di produttività che si registrano nella prima settimana del cambio d’ora. L’unico, indubbio vantaggio garantito dall’ora legale è la possibilità di stare più a lungo all’aria aperta, dedicandosi ad attività ludiche e sportive…con buona pace di ambiente e ritmi circadiani.

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