La Pac deve prevedere un modello assicurativo. Le richieste della Cia all’Ue


“Costi, crisi di mercato, catastrofi naturali, carenza d’acqua. La gestione dell’impresa agricola è sempre più rischiosa. Da qui la necessità di un valido modello assicurativo che deve caratterizzare la riforma della Politica agricola comune 2014-2020”. Lo ha sottolineato il presidente della Cia-Confederazione italiana agricoltori Giuseppe Politi intervenendo al seminario sul tema promosso a Roma dall’organizzazione agricola e dal suo Comitato scientifico. “Da tempo – ha aggiunto Politi- è cresciuta nell’Ue l’attenzione delle istituzioni di governo su tre questioni: l’instabilità dei mercati agricoli, le risorse idriche, la stabilizzazione del reddito degli agricoltori e gli strumenti assicurativi. Ciò è avvenuto anche perché si sono aggravati, specialmente in questi mesi estivi, i fenomeni di siccità e di carenza idrica”. Le proposte della Commissione Ue – illustrate nel corso del seminario – prevedono appunto un insieme di misure per sostenere le iniziative per la gestione dei rischi e delle crisi di mercato. Il ‘pacchetto’ si rivolge a obiettivi diversi (gestione del rischio in senso stretto e stabilizzazione dei redditi) e prevede strumenti (assicurazioni e fondi di mutualità) che, secondo la proposta, dovrebbero potersi integrare, migliorando l’efficacia complessiva del sistema di gestione del rischio. La Commissione Ue – sottolinea la Cia – si è resa conto che il tradizionale strumento di tutela del reddito, il pagamento unico, è sempre meno efficace. “L’importante – ha concluso Politi – è individuare gli strumenti più efficaci e operare perché l’agricoltore possa operare con competitività sui mercati, superando quei rischi di impresa che possono provocare danni insanabili. In questo senso dalla Commissione Ue attendiamo segnali chiari”.

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