La Pac: i punti fermi della posizione italiana

“Il comparto agricolo sta vivendo un momento di grande difficoltà, soprattutto sul fronte internazionale: la pressione dei Paesi emergenti, l’allargamento dell’Unione, la volatilità dei prezzi e dei mercati, sono tutte criticità che si riflettono in maniera rilevante sul settore. È in sede di europea che possiamo e dobbiamo far sentire la nostra voce per difendere i nostri interessi, e su questo stiamo già lavorando da tempo, di concerto con tutte le organizzazioni di settore, e la riforma della Pac rappresenta un momento chiave”. Così il ministro delle Politiche agricole alimentari e forestali, Francesco Saverio Romano, argomenta la posizione italiana sul tavolo dei negoziati sul futuro della Politica agricola comune, Pac. “Per quanto riguarda la posizione italiana, posso evidenziare, ha dichiarato Romano, alcuni aspetti sui quali dovremo puntare: il mantenimento dell’ammontare globale della spesa agricola, probabilmente l’obiettivo più difficile da ottenere ma anche quello in grado di determinare il futuro dell’agricoltura europea; la priorità di alcuni parametri fondamentali nella ripartizione del budget come la Plv (produzione lorda vendibile), per noi il più importante, il valore aggiunto e il potere d’acquisto; la definizione delle politiche legate agli aspetti ambientali, che noi consideriamo di assoluto rilievo, deve conservare una dose di flessibilità per non aggravare agricoltori e organi preposti al controllo con ulteriori obblighi”. “Vorrei inoltre evidenziare l’importanza, in relazione alle misure di mercato, ha continuato il Ministro, di mantenere e rinforzare una rete di sicurezza che consenta di contrastare la volatilità dei prezzi e in questo senso ritengo che le organizzazioni dei produttori possano svolgere un ruolo primario”. “Per quanto riguarda tempi e modalità dei negoziati, posso dire che attendiamo per maggio la valutazione d’impatto sulla Pac futura dalla Commissione ma soprattutto la prospettiva finanziaria che sarà definita dai Ministri dell’Ecofin all’inizio dell’estate e al quale seguiranno le proposte legislative della Commissione. Solo al termine della stagione estiva, conclude il Ministro, ritengo che potremo avere tutti gli elementi per avviare i negoziati”.
(fonte www.aiol.it)

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