La Pac post 2013 sostenga i veri imprenditori


”I redditi agricoli nell’Ue hanno subito, nel 2009, un taglio medio di oltre il 12% (nel nostro Paese la flessione e’ stata ancora piu’ accentuata: 20,6%), il lavoro, sempre in agricoltura, è sceso del 25%, i costi produttivi si sono pressoché triplicati, mentre i prezzi praticati sui campi sono crollati (solo in Italia del 14% nello scorso anno). Un quadro estremamente complesso che alimenta un forte disagio nelle campagne, dove gli imprenditori hanno un reddito che è pari a meno della metà di un salario degli altri settori economici. Occorre, quindi, intervenire fin da adesso. Non si può aspettare la riforma della Pac post 2013. E’ di vitale importanza prendere misure straordinarie a sostegno dei redditi dei produttori”. Lo ha sostenuto il presidente della Cia-Confederazione italiana agricoltori Giuseppe Politi oggi a Bruxelles nel corso del workshop su ”Prospettive per i mercati agricoli europei nel 2010/2011”, promosso dal Copa (Comitato delle organizzazioni agricole europee) e dal Cogeca (Comitato generale della cooperazione agricola dell’Unione europea). ”Per questa ragione – ha aggiunto Politi che ha presieduto la prima sessione del workshop in qualita’ di vicepresidente del Copa – abbiamo chiesto al governo italiano di avviare subito un confronto con le Regioni e tutte le componenti della filiera agroalimentare in modo da delineare una posizione comune e chiara sulla Pac in vista della Conferenza aperta a tutti gli attori del settore promossa dal commissario Ue all’Agricoltura Dacian Ciolos per il prossimo mese di luglio. Occorrono, infatti, soluzioni immediate per evitare che i produttori si trovino alle prese con situazioni estremamente difficili come quelle che si sono riscontrate negli ultimi tre anni”. ”La futura politica agricola comune dovrà, comunque, porre al centro l’agricoltura e le imprese agricole. Il sostegno pubblico – ha detto ancora Politi – dovrà essere destinato agli agricoltori professionali ed alle aziende che operano nel mercato dei prodotti e del lavoro. Vogliamo sostenere gli imprenditori agricoli, non i percettori di rendite fondiarie e parassitarie. Dobbiamo superare l’anomalia dell’attuale Pac che concentra l’80% del sostegno sul 20% delle aziende e riserva il regime di aiuti ai beneficiari storici”. ”La nuova politica agricola Ue – ha rimarcato il presidente della Cia – deve, dunque, concentrare la massima attenzione sul reddito degli agricoltori e, quindi, la riforma post 2013 deve destinare più risorse per il settore e sostegni a chi vive realmente di agricoltura, gli agricoltori professionali”. ”L’attuale architettura della Pac basata sui tradizionali pilastri (politiche di mercato, aiuti diretti e sviluppo rurale) è inadeguata. Pensiamo che il sostegno finalizzato all’innovazione ed allo sviluppo delle aziende – ha rilevato Politi – deve essere separato da altre forme di sussidio a finalità sociale. Una politica di integrazione di reddito ed ammortizzatori sociali è necessaria in agricoltura per tutelare le aziende più deboli, garantire il mantenimento delle attività agricola nelle aree meno produttive e favorire il ricambio generazionale. Da questo punto di vista, i pagamenti diretti agli agricoltori dovranno costituire un livello base e stabile di reddito ed essere legati alla produzione congiunta di beni alimentari e beni pubblici ambientali”. ”La leva della futura Pac – ha affermato – deve poggiare su precisi presupposti: correggere il malfunzionamento del mercato, sostenere le imprese ed il loro adattamento alle condizioni di mercato, soprattutto nei momenti di crisi, ed alla domanda sociale, promuovere lo sviluppo delle aree rurali ed i progetti di filiera. Insomma, bisogna lavorare per una Pac post 2013 più forte e ambiziosa che – ha concluso Politi – permetta di regolare i mercati, di assicurare il reddito degli agricoltori e di garantire le aziende agricole, evitando le rinazionalizzazioni”. (ANSA).

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