la pasta fa breccia in Usa, è sulle tavole di otto americani su dieci

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pasta con acciughe e mollica

Non solo hamburger e patatine fritte.Se gli Usa cominciano a conoscere e apprezzare la pasta – per il 77% degli americani è diventata un appuntamento almeno settimanale, mentre il 33% la mangia almeno 3 volte a settimana – è anche merito dei tanti vip come Madonna e Michelle Obama, che non esitano a dichiararsi sostenitori di un piatto che rappresenta il prototipo del cibo salutare.

E’ quanto rileva Aidepi (Associazione degli industriali del dolce e della pasta italiani), nel sottolineare che l’ultimo esempio in ordine di tempo è proprio quello di Madonna, che nella sua recente “toccata e fuga” italiana come ospite a ‘Che tempo che fa’ ha mangiato tre piatti di pasta, raccontando questa esperienza nei suoi tweet.

Nel frattempo, Michelle Obama si fa immortalare dal Time con un piatto di spaghetti (per il magazine Cooking Light) in un articolo in cui racconta i risultati della campagna anti obesità “Let’s Move!”.Per la cronaca, la ricetta proposta da Michelle è “spaghetti pomodoro e spinaci cotti in pentola a pressione”: ovvero un metodo di cottura innovativo amico della linea (niente grassi e 1/8 del sale normalmente utilizzato per la cottura) e dell’ambiente (meno acqua e gas dei fornelli).

“Ci fa piacere rilevare che la carbofobia non ha conquistato tutti gli americani – commenta Riccardo Felicetti, presidente dei Pastai italiani di Aidepi – La pasta può essere la chiave di volta per insegnare agli americani ad alimentarsi correttamente e a scoprire la dieta mediterranea: considerando il costo medio di un pacco di pasta da una libbra (pari a 1,45 dollari per poco meno di 500 gr), oggi negli Stati Uniti mangiare a casa propria una porzione di pasta con il suo sugo a base di pomodoro costa appena 83 centesimi di dollari (circa 0,73 euro). Il che significa che una famiglia americana di 4 persone può mangiare con un piatto di pasta spendendo l’equivalente di 1 Big Mac, che oggi costa circa 3,54 dollari”.

Una tendenza che fa volare le esportazioni che – secondo una proiezione della Coldiretti su dati Istat – sono aumentate nel 2014 dell’11%, raggiungendo il record storico di 220 milioni di euro. A spingere le esportazioni – sottolinea Coldiretti – “è stata anche la capacità di innovazione dell’industria italiana con l’affermarsi sul mercato della pasta ottenuta al 100 per 100 dal grano italiano venduta da piccoli e grandi del Made in Italy per rispondere alla crescente domanda italiana ed estera”.
Nonostante la crescita delle esportazioni, gli italiani restano comunque – aggiunge Coldiretti – i maggiori consumatori di pasta, per un quantitativo di circa 26 kg all’anno a persona. Sul podio dei mangiatori di pasta – conclude Coldiretti – si piazzano dietro all’Italia il Venezuela, con 13 chili all’anno a testa, e la Tunisia, con 12 chili all’anno pro capite.

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