La proposta della nuova Pac: più equa, verde e mirata alle PMI

E’ una politica agricola europea piu’ verde, piu’ attenta al territorio, alle risorse naturali, alle piccole aziende e che non perde di vista l’obiettivo di assicurare cibo di qualita’ ai 500 milioni di cittadini europei, quella che ha suggerito di realizzare la Commissione europea, dopo il 2013, presentando il documento di opzioni possibile per riformare la Politica agricola comune (Pac). Un percorso, quello immaginato dal commissario europeo all’agricoltura Dacian Ciolos, che passa per una profonda revisione degli aiuti diretti al reddito degli agricoltori con l’obiettivi di riequilibrare il livello dei pagamenti tra i diversi Stati membri dell’Ue, ma anche all’interno dello stesso Stato membro o della Regione e tra le produzioni tra loro. Questo potrebbe tradursi in una riduzione anche degli aiuti diretti agli agricoltori italiani che, secondo Bruxelles, sono tra i piu’ elevati nell’Ue. Al riguardo, Ciolos ha voluto essere chiaro: ”Non vogliamo tagliare aiuti agli uni per darli agli altri, ma non possiamo continuare a calcolare gli aiuti sui livelli di produzione che l’imprenditore agricolo realizzava 15 anni fa. Per il calcolo vogliano prendere in considerazione criteri oggettivi, e non solo quelli relativi alla superficie di un’azienda, ma ad esempio, tenendo conto dei costi di produzione e di altri fattori. Non ci saranno riduzioni drastiche ma puntiamo ad un riequilibrio transitorio”. Immediata e’ stata la reazione del Parlamento europeo che tramite il presidente della commissione agricoltura, Paolo De Castro (S&D) ha messo in guardia: “La certezza del quadro finanziario rappresenta per il Parlamento la condizione sine qua non per definire le nuove regole di politica agricola comune (Pac). Senza un quadro chiaro e definito delle risorse non approveremo alcuna disposizione legislativa”. Insomma, senza la sicurezza delle cifre il Parlamento non si pronuncera’. Il Parlamento, pur sottolineando alcuni punti critici della comunicazione, in particolare sulla necessita’ di introdurre precisi strumenti per la gestione dei mercati, riconosce che il progetto e’ ambizioso. Ciolos infatti, vuole rendere la Pac piu’ utile per le piccole aziende il cui ruolo sul piano economico, ambientale e culturale – dice – e’ considerabile”. Senza contare – aggiunge – ”che esse possono ancora far molto nello sviluppo equilibrato dei nostri territori”. Il commissario europeo ne e’ convinto: ”Il sostegno dell’Ue deve focalizzarsi sugli agricoltori attivi e – aggiunge – per essere credibili bisogna fissare un tetto agli aiuti al reddito e aiutando di piu’ le aree sfavorite”. Quanto alla competitivita’ conclude, deve essere economica ed ecologica. La parola ora passa al Consiglio e al Parlamento Ue a cui spetta una scelta cruciale per gli agricoltori e la societa’ europea nel suo insieme
Nel dettaglio queste sono le opzioni di revisione suggerite dalla Commissione europea. I principali elementi riguardano i pagamenti diretti agli agricoltori, le misure di mercato e lo sviluppo rurale. – PAGAMENTI DIRETTI – In futuro potrebbero essere composti da quattro fattori. Un tasso di base che funge da sostegno al reddito; un aiuto supplementare per gli agricoltori che scelgono su una lista predefinita di seguire pratiche agroambientali, come i pascoli perenni, la rotazione delle colture o il ‘gelo’ delle terre; un pagamento supplementare volto a compensare vincoli naturali speciali (per le zone sfavorite); e una componente facoltativa per determinati settori. – NUOVO REGIME PER LE PICCOLE AZIENDE – Si punta tra l’altro a sopprimere la burocrazia per la concessione degli aiuti, favorendo la loro presenza sui mercati locali e i circuiti commerciali brevi. – MASSIMALE SUGLI AIUTI – Fissare un tetto sull’aiuto di base, ma con eccezioni per tener conto del contributo delle aziende di grande dimensioni all’occupazione rurale. – MISURE DI MERCATO – Si suggerisce tra l’altro di rafforzare gli strumenti di gestione dei rischi, oppure di razionalizzarli, migliorarli e semplificarli. L’idea comunque e’ di mantenere una rete di sicurezza in caso di crisi. – SVILUPPO RURALE – Si punta ad adeguare e integrare gli strumenti esistenti per renderli piu’ coerenti con le priorita’ dell’Ue, ad esempio focalizzando il sostegno sull’ambiente, il cambiamento climatico, o ancora la ristrutturazione e l’innovazione per favorire iniziative regionali e locali. Tra le opzioni c’e’ anche quella di rafforzare gli attuali strumenti di gestione dei rischi. (ANSA).

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