La Razza Bruna seduce il Regno Unito e a Noci la celebra Zoosystem Tour

Alla vigilia dell’importante «Zoosystem tour», organizzato da Fieragricola insieme con l’Associazione nazionale degli allevatori di razza Bruna e in programma dall’11 al 13 marzo prossimi, il presidente di Anarb e della Federazione europea della Brown, Pietro Laterza, parla del settore in chiave internazionale; forte di un successo storico: anche il Regno Unito si è lasciato sedurre dalla Bruna. Non è tanto una questione di «fascino», quanto piuttosto di affidabilità delle vacche in termini di proteine del latte, robustezza e resistenza dei capi, longevità. Parametri sui quali gli allevatori britannici hanno deciso di scommettere per ripartire, dopo il fallimento dei contratti cosiddetti «white water»: latte così povero di sostanze nutritive (e inidoneo alla caseificazione) da essere appunto ribattezzato «acqua bianca».
Attualmente gli allevatori di razza Bruna nel Regno Unito sono 125 (su 16mila produttori di latte) e possono contare su 16mila bovine in lattazione: solamente l’1 per cento dei capi totali. La produzione di latte ammonta a 7.200 chilogrammi di media, al 4,01 per cento di grasso e al 3,41 per cento di proteine.
«I segnali di crescita sono comunque importanti – afferma il presidente della Federazione europea, Pietro Laterza – e lo dimostra il recente ingresso, appena pochi mesi fa, della sezione del Regno Unito all’interno della nostra compagine europea». Dalla Scozia alla Cornovaglia, dal Galles all’Inghilterra, gli allevatori si stanno convertendo alla razza Bruna. E grazie all’importazione della genetica (embrioni, ma anche manze) di alto profilo, la percentuale di animali in purezza è arrivata al 30 per cento del totale, con un trend in costante aumento.
Il percorso indicato dalla Federazione europea della razza Bruna privilegia alcune linee guida, che vanno oltre la produttività. «Lo sviluppo di obiettivi di selezione più adeguati anche alle macro-indicazioni sulla compatibilità ambientali che giungono dalla Unione europea – specifica Laterza – potrebbe porre inoltre l’intero settore bovino in una situazione più allineata con le moderne esigenze della produzione animale». Spazio, dunque, a elementi chiave come le proteine, la longevità, la funzionalità, il benessere animale, variabile sempre più determinante nello sviluppo della zootecnia in Europa.
Un altro ruolo di primo piano nella politica di crescita della razza Bruna a livello internazionale è assegnato alla genomica. «Se l’approccio genomico avrà l’impatto che tutti si aspettano – è il commento del segretario europeo, Enrico Santus, direttore generale di Anarb – i vantaggi per i Centri di fecondazione animale si riverseranno direttamente anche sugli allevatori. I tori messi a disposizione potrebbero essere ricambiati più velocemente e probabilmente avere anche prezzi di mercato, a parità di valore genetico complessivo, inferiore rispetto al passato. Inoltre tali tori potrebbero avere valutazioni genetiche per caratteri innovativi e quindi potrebbero fornire agli allevatori la possibilità di selezionare per aspetti direttamente legati al profitto aziendale».
Dalla collaborazione tra Fieragricola Veronafiere e Anarb nasce il primo Zoosystem tour, in programma dall’11 al 13 marzo a Noci (Bari). Per la prima volta in assoluto una mostra nazionale di bovine da latte si svolge nel Sud Italia.
Oltre alla 43ª Mostra nazionale della razza Bruna e al 6° confronto per il Bruna junior club, in programma per sabato 12 marzo, sono previsti momenti di approfondimento scientifico, con il convegno «La Bruna e le sfide del futuro» (venerdì 11, ore 19, Nuovo foro boario di Noci). Diverse le visite aziendali negli allevamenti della zona, che rappresentano un’ossatura economicamente importante per la Puglia.

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