Nella nuova puntata: la rinascita della Maremma grossetana dopo l’alluvione e i prodotti tipici

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Da Albinia, Grosseto, la ricostruzione dopo la terribile alluvione del 2012. A partire dagli stabilimenti produttivi: è il caso di Conserve Italia che riprende la piena attivita’ nella lavorazione del pomodoro toscano. Una pennellata della Maremma Grossetana, dal Forte delel saline alle lagune di Orbetello. L’incontro in collina con una cooperativa agricola che olter a pomodoro, cipolla e orticole, ha investivo su ulivi e vigne, per olio extravergine e vitigni territoriali, dal morellino al ciliegiolo. Da Crevalcore, Bologna, una nuova paratoia del Consorzio Burana e festa con gara di pesca.
La puntata parte alla foce del fiume Albegna, su cui sorge Albinia, frazione del comune di Orbetello, provincia di GROSSETO, sulla costa tirrenica della Toscana. Molte persone si trasferirono in queste campagne in seguito alla Riforma agraria che a partire dagli anni ’50 dette un notevole impulso alle attività rurali e a tutte quelle connesse all’agricoltura.Un tempo l’economia del territorio di Albinia era basata sull’estrazione del sale alla foce del fiume, attività la cui importanza è testimoniata dal Forte delle Saline, una struttura militare e doganiera costruita dagli spagnoli nel XV secolo, una struttura quadrilatera, che ingloba, sul lato rivolto verso il mare, una torre coperta, posto in posizione strategica, in quanto da qui si controllavano le vicine saline, lo scalo fluviale, i traffici della via Aurelia ed i passaggi sul tombolo della Giannella. Nel cuore della Maremma grossetana, quella con la “M” maiuscola, perche’ in effetti un tempo maremma era con la minuscola.
« La parola maremma nasce con la emme minuscola perché sta a indicare una qualsiasi regione bassa e paludosa vicina al mare dove i tomboli, ovvero le dune, ovvero i cordoni di terra litoranea, impediscono ai corsi d’acqua di sfociare liberamente in mare provocandone il ristagno. Ma siccome la maremma più vasta della penisola, la più nota, la più micidiale, quella dove la malaria ha imperversato spietata per secoli interi, era la zona costiera della Toscana meridionale e del Lazio occidentale, al punto che nella storia della medicina, e anche della letteratura popolare, la malaria legò il suo nome, il teatro delle sue rabbrividenti nefandezze, a questo territorio, la maremma tosco-laziale prese la emme maiuscola. Divenne Maremma per indicare la regione abitata un tempo dagli Etruschi. Una regione così grande che Maremma passò ben presto al plurale. Si parlò di Maremme, quella laziale, quella Livornese o Pisana, detta anche alta Maremma, e quella Grossetana appunto (già Maremma Senese), o Maremma propriamente detta, dove ci troviamo oggi : la parte centrale, nella provincia di Grosseto lungo la costa tra il golfo di Follonica e la foce del torrente Chiarone che si getta in mare a sud del promontorio dell’Argentario: comprende anche la bassa Valle dell’Ombrone. La piana del fiume Albegna, che interessa Orbetello e si estende tra i Monti dell’Uccellina e il promontorio di Ansedonia e comprende il promontorio dell’Argentario e la Laguna di Orbetello.
La piana del fiume Fiora, compresa tra Capalbio e il Lazio.
Questa la storia, poi c’e’ la stretta attualita’: il 12 novembre 2012, a seguito delle forti precipitazioni che hanno provocato l’esondazione del fiume Albegna, l’intero abitato di Albinia è stato sommerso da acqua e fango, risultando uno dei centri maggiormente colpiti dall’alluvione della Maremma grossetana, con ingenti danni alle attività economiche locali (aziende agricole, artigianali e attività commerciali). Alcune centinaia di cittadini sono stati sfollati. L’alluvione ha inoltre causato l’interruzione della Strada statale Aurelia e della linea ferroviaria Tirrenica, isolando completamente la frazione per alcuni giorni.
E noi siamo qui proprio a raccontarvi di come queste terre si sono risollevate, e di come oggi sia un giorno speciale, riprende l’attivita’ dopo la ricostruzione, lo stabilimento Conserve Italia di Albinia, specializzata nel pomodoro.
A soli otto mesi dalla terribile alluvione che nel novembre 2012 ha colpito la Maremma, provocando alcuni morti, centinaia di sfollati e ingenti danni al sistema economico locale, ritorna alla piena attività lo stabilimento di Albinia (GR) del Gruppo Conserve Italia, leader europeo nell’ortofrutta trasformata con un volume d’affari di oltre 1.000 milioni di euro. Molto moderna e all’avanguardia, questa struttura costituisce un vero e proprio fiore all’occhiello del territorio grossetano e di tutto il Centro Italia. Esteso su una superficie complessiva di 90.000 metri quadrati, di cui oltre 28.000 coperti, lo stabilimento trasforma oltre 65.000 tonnellate di pomodoro all’anno e conta 7 linee di lavorazione e una capacità di stoccaggio di circa 25.000 tonnellate; i dipendenti sono 345 di cui 45 fissi e 300 gli stagionali.“La ricostruzione e la ristrutturazione in tempi record di questo importante impianto produttivo – sottolinea il presidente del Gruppo, Maurizio Gardini – è il frutto del grande impegno di Conserve Italia che ha voluto sostenere i propri soci in un momento particolarmente difficile”. “Il maltempo che l’autunno scorso ha flagellato la Maremma – prosegue Gardini – ha infatti messo letteralmente in ginocchio il settore agroalimentare locale creando danni enormi alle strutture, ai macchinari, alle scorte di magazzino e ai prodotti finiti, che si aggiungono a quelli subiti dalle produzioni nelle singole aziende agricole. Per quanto riguarda il nostro stabilimento, dove l’acqua ha raggiunto i due metri di altezza, i danni complessivi hanno superato i 20 milioni di euro: l’alluvione ha distrutto 10 milioni di scatole di prodotto e 3 milioni di bottiglie di pomodoro già pronte per essere commercializzate, a cui bisogna aggiungere anche 3 milioni di imballi (1,3 milioni di scatole vuote e 1,7 milioni di bottiglie vuote) e 12.000 pallet di legno”.

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