La scommessa dell’Amiata: ora Montecucco è Docg


Si chiama Montecucco ed e’ la nuova promessa del vino toscano. Prodotto alle pendici del monte Amiata, terra misteriosa e suggestiva, il vino che ha appena ottenuto la denominazione di origine controllata e garantita, e’ stato presentato a Roma dal Consorzio del Montecucco. Dalla vendemmia 2011 decorrono le nuove regole per i produttori che rivendicano la nuova docg. Il disciplinare di produzione prevede l’utilizzo di almeno il 90 per cento di vitigno sangiovese anche per la Riserva e l’invecchiamento minimo di 12 mesi in legno e 4 in bottiglia, che passano a 24 e 6 per la tipologia Riserva. Cambiano anche le regole dei Doc che si arricchiscono di nuovi gioielli. Il nuovo disciplinare del Montecucco doc prevede infatti le tipologie: Rosso,Bianco, Rosato, Vermentino,Vin Santo e Vin Santo Occhio di Pernice. Per i produttori e i soci del consorzio il cambiamento rappresenta un passo importante e che porta a maggiore “coesione e coraggio – osserva Claudio Carmelo Tipa, presidente del Consorzio – e anche una esortazione a continuare a lavorare con passione e serieta’ per rendere il Sangiovese dell’Amiata una realta’ importante anche a livello internazionale”. In dieci anni e poco piu’ il Montecucco si e’ fatto largo nella costellazione dei grandi vini toscani ed ora e’ pronto a decollare con la docg verso grandi mete , osservano gli addetti ai lavori.
Vincenzo Monaci, membro autorevole dei consorzio, imprenditore e uomo di cultura prima ancora che vignaiolo, si dice convinto delle grandi potenzialita’ di questo vino che ha ricevuto apprezzamenti oltreoceano e fra i grandi cultori dell’enologia.
Dal suo punto di osservazione – la sua preziosa cantina di Campagnatico creata dall’architetto Cini Boeri – cio’ che conta e’ il rapporto con chi arriva in queste terre scoprendo un mondo di buone cose, di grande qualita’ e un vino che nulla ha da invidiare ai suoi vicini famosi dei territori confinanti, come il brunello “tanto per citarne uno”. Grande passione, tanto lavoro in un territorio antico e magico dove di vino si parla dai tempi di Carlo Magno. Incastonata tra le pendici dell’Amiata e la Maremma, la vigna si alterna al campo di olivi in un secolare incontro tra uomo e natura e in un paesaggio fatto di colline, borghi medioevali e macchia mediterranea. Il territorio della Strada del Vino Montecucco abbraccia villaggi antichissimi, conservati gelosamente e preservati dal tempo, dove, rocche e chiese piene di opere l’arte si alternano a case e palazzi nobiliari in stradine dove le pietre testimoniano il passato millenarie. Il tempo non ha modificato colori, sapori e odori di questi luoghi. Tante le storie che uomini e donne di queste terre raccontano. C’e’ anche chi ha scelto di venire da lontano a mettere qui in piedi la vigna. E’ anche la sfida di Giandomenico Basile, che da Napoli e’ arrivato nella terra del Montecucco e ha dato vita ad una cantina salvando il territorio dalla minaccia della creazione di una discarica. “Ma ora – dice Basile, titolare dell’azienda omonima – la vera avventura e’ mandare nel mondo il Montecucco docg declinato in tutte le varieta’”.(AGI) .

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