La siccita’ devasta il mais e spinge le quotazioni alle stelle

Volano le quotazioni dei cereali e le tensioni sui mercati internazionali si stanno ripercuotendo anche sui listini nazionali rafforzando le tendenze rialziste che registrano i danni nei campi dati dalla perdurante siccità. “Il mais – sottolinea Ercole Parizzi, Presidente della Sezione di Prodotto Colture Industriali di Confagricoltura Piacenza – ha proseguito, anche questa settimana, i forti rialzi iniziati in quelle precedenti (da ricordare gli aumenti di 22 euro/t del listino di Milano della settimana dal 2 al 6 luglio e di 14 euro/t della settimana dal 9 al 13 luglio. Questa settimana il rialzo è stato «solo» di 6 euro/t. Gli aumenti sono guidati dai forti rialzi del Cbot, che influenzano ovviamente tutto il mondo. La siccità che sta colpendo il Midwest degli Stati Uniti ha fatto aumentare il prezzo del mais di un 4,9% nelle ultime settimane spedendo letteralmente in orbita i “futures” dei cereali che registrano tutti forti crescite, compresi quelli legati alla soia”. Negli Usa, il raccolto di mais che si sperava, dopo la semina record, è stato gravemente ridimensionato a causa della grande siccità. In un’informativa mensile della domanda-offerta realizzata la scorsa settimana, il Dipartimento dell’Agricoltura degli Stati Uniti ha ridotto le proprie stime sulle rese in mais nel prossimo autunno evidenziando condizioni climatiche mai viste dal 1988. “I futures del mais per consegna a settembre sono aumentati di 36,25 centesimi di dollaro, vicino al limite di 40 centesimi imposti dal mercato” – commenta Parizzi. La siccità sta colpendo un’ampia zona di produzione del mais, includendo Iowa e Illinois, i due maggiori stati produttori di mais. I prezzi del mais potranno raggiungere un nuovo record durante le prossime due o tre settimane se il clima caldo e secco continuerà. “Stando alle ultime stime Usa – spiega Parizzi – tra sei mesi l’impatto si incomincerà a fare sentire anche negli scaffali dei supermercati e l’anno prossimo gli americani pagheranno il 3-4% in più per gli alimentari. Solo nel 1988 e nel 1956 si erano avute le stesse terribili condizioni climatiche e ha destato molto scalpore la dichiarazione del segretario dell’Usda, Tom Vilsack, che ha portato a circa 1.200 le contee dichiarate ufficialmente «zone disastrate» dalla siccità. Al rialzo del mais, ha poi contribuito anche la dichiarazione dello stesso Vilsack secondo il quale, per il momento, non sono necessarie limitazioni all’utilizzo del mais per il bioetanolo, cosa che invece molti operatori auspicavano. Tutti i media a livello globale hanno riportato la situazione difficile nel Midwest degli Usa, «contagiando» gli altri mercati. Anche in molti altri Paesi dell‘Est Europa grava la siccità, di conseguenza le produzioni di queste aree stanno per essere compromesse. Da noi la situazione non è meno difficile – conclude Parizzi – con i raccolti che evidenziano pensati danni da stress idrico. Dal punto di vista delle compravendite, poi – sembra difficile trovare un equilibrio. Con quotazioni, per il ritiro nei prossimi mesi, attorno a 250 euro/t, i compratori non sembrano voler acquistare e rimangono in attesa”.

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