La tartaruga “Bellu Bellu” per lo slow…life

Petrini e Slow food? Non basta.Salento Slow Life è meglio!
Slow food ci ha insegnato a vivere la tavola come un piacere,il Salento ora allarga il concetto a tutto il “vivere”, cosa che le viene naturale, da secoli
Nasce così una nuova “religione” del benessere con 10 comandamenti o “comanda-lenti”
Nel 1986 vedeva la luce ufficialmente il movimento “Slow food”, un progetto
pensato, voluto e realizzato da Carlo Petrini con l’obiettivo di dare la
giusta importanza al piacere legato al cibo, imparando a godere della
diversità delle ricette e dei sapori, a riconoscere la varietà dei luoghi di
produzione e degli artefici e a rispettare i ritmi delle stagioni e del
convivio. Dal manifesto di Slow food si legge: “Questo nostro secolo, nato e
cresciuto sotto il segno della civiltà industriale, ha prima
bellubellu.gifinventato la macchina e poi ne ha fatto il proprio modello di
vita. La velocità è diventata la nostra catena, tutti siamo in preda allo
stesso virus: la Fast Life, che sconvolge le nostre abitudini, ci assale fin
nelle nostre case, ci rinchiude a nutrirci nei Fast Food. Ma l’uomo sapiens
deve recuperare la sua saggezza e liberarsi dalla velocità che può ridurlo a
una specie in via d’estinzione. Perciò, contro la follia universale della
Fast Life, bisogna scegliere la difesa del tranquillo piacere materiale.
Contro coloro, e sono i più, che confondono l’efficienza con la frenesia,
proponiamo il vaccino di un’adeguata porzione di piaceri sensuali
assicurati, da praticarsi in lento e prolungato godimento.”
Ed è leggendo questo manifesto che ci si rende conto che quello che è
l’obiettivo principale che “Slow Food” si auspica di raggiungere, nel
Salento c’è già, da secoli. A dirla tutta, il vivere slow è una realtà anche
in molte altre aree d’Italia, principalmente al sud, ma il Salento dimostra
una particolarissima ed esclusiva propensione a questo stile di vita,
assolutamente tutto da riscoprire. Più che uno stile di vita, forse, è una
vera e propria “religione”. Lo sanno i residenti (anzi non lo sanno in
quanto è un comportamento che gli è naturale) e lo sanno i turisti e chi per
studio o per lavoro ha avuto modo di trascorrere del tempo sulla penisola.
Da qui la voglia di comunicare all’esterno questo piacevolissimo modus
vivendi all’insegna del “lento è bello”.
E’ la riscoperta, in chiave moderna, e quindi maggiormente efficace, della
lentezza nel compiere le cose, della delicatezza del cuore, dello sguardo
rispettoso e meravigliato verso tutto e tutti, non come evasione, ma come
apprezzamento umile e coraggioso del qui e ora. L’andamento slow non è il
dolce far niente, bensì il festina lente, dell’ “affrettarsi adagio”, di cui
parlavano i latini e prima ancora i greci. Secondo il prof. Useli
dell’Università di Siena, uno degli studiosi più avanzati di meditazione, il
raggiungimento della felicità avviene in due stadi. Il primo è quello della
ricerca di un minimo benessere materiale: un tetto, un piatto di pasta. Il
secondo consiste nel rallentare la corsa del proprio “treno di benessere
materiale”, per gustare anche il “paesaggio”.
Repubblica Salentina intende pertanto diffondere in Italia e all’estero
questa nuova ed intrigante “fede” che comprende tre concetti fondamentali:
1. la Slow Life è assolutamente un toccasana per testa e corpo;
2. il Salento può definirsi senza ombra di dubbio la capitale
internazionale della “Slow Life”;
3. se non ci si può trasferire in Salento di sana pianta (per
qualsivoglia ragione), allora è importante almeno trascorrervi le vacanze,
più volte all’anno e per il maggior tempo possibile.

In questo nuovo cammino, Repubblica Salentina sarà affiancata da una
mascotte, è un’originale tartaruga multicolore che si chiama “Bellu Bellu”,
la quale accompagnerà l’immagine di tutta la campagna informativa legata
alla “Salento Slow Life”. Per chi non conoscesse bene la lingua salentina,
l’espressione dialettale “bellu bellu” rappresenta proprio un incentivo, un
invito ad andare piano, a fare e a muoversi con calma. Ancora un ulteriore
conferma, quindi, che in questa terra “lento” è legatissimo a “bello”.
E come ogni buona “religione” che si rispetti, anche la Salento Slow Life ha
i suoi comandamenti:
* Fai di meno – E’ impossibile rallentare i ritmi quando ti stai
affannando a fare mille cose contemporaneamente. Fermati a riflettere un
secondo e decidi di fare quello che davvero deve essere fatto e tralascia
tutto il resto.
* Non essere sempre “connesso” – Qualche volta impara a spegnere
cellulari e pc, anzi impara a lasciarli a casa quando è possibile. Quando si
è costantemente connessi si subisce sempre lo stress inconscio del dover
ricevere informazioni e si è sempre succubi delle richieste degli altri.
Quando non si è connessi, si ha la possibilità di prestare maggiore
attenzione a ciò o a chi ci circonda.
* Osserva, assapora e apprezza la natura – “Apprezza”, nel vero senso
della parola, significa dagli valore, fermati a guardare, sentire, odorare,
toccare, assaporare. Quando stai fuori, all’aperto, accendi tutti i sensi e
respira, con i polmoni, con il cuore e con il cervello. Quando sei al mare,
in campagna o in montagna, quante volte osservi “davvero” la sabbia, la
vegetazione, il panorama intorno?
* Focalizza sulle persone. – Ferma il cervello quando stai con i tuoi
amici, i tuoi colleghi o con la tua famiglia, impara ad ascoltare (anziché a
sentire) e ad osservare (anziché vedere). Spesso siamo lì, insieme agli
altri ma non ci siamo, la testa ed i pensieri corrono da tutt’altra parte,
in mille direzioni diverse. Un minuto o un’ora trascorsa “davvero” con
qualcuno offre un beneficio inestimabile.
* Mangia lentamente e meglio – Anziché ingurgitare il cibo e fare in
modo che la tua bocca sia semplicemente un tunnel di attraversamento, goditi
a fondo quello che mangi, goditi ogni singolo morso, ogni singola esalazione
di sapori e profumi. Concedi tempo e “ascolta” le tue papille, permetti loro
di fare il loro lavoro, ossia di “gustare”.
* Guida lentamente – In questo nostro mondo la guida veloce e
assennata, è diventata un’abitudine più che una necessità. Se riesci ad
avere la consapevolezza che non c’è nessuna “reale” fretta il più delle
volte, sei già un passo avanti. Prova a guidare più lentamente, a goderti il
percorso e ad osservare ciò che trovi o lasci per strada. La guida diventa
decisamente più piacevole, meno pericolosa e anche più economica.
* Trova il piacere in ogni cosa – Come vive bene e a pieno chi riesce
a fermarsi e a trovare anche il pur minimo piacere in ogni singola cosa che
fa o che gli capita. Tutti possono farlo, la maggior parte delle volte (se
non sempre) siamo più presi da quello che ci viene “tolto” che da ciò che vi
viene “dato”. Se solo imparassimo a godere di ciò che abbiamo anziché
inseguire sempre ciò che ci manca…
* Concentrati su una cosa alla volta – Gli americani lo chiamano
“multi-tasking”, è la tendenza o la capacità di fare più cose
contemporaneamente. Impara invece a farne una alla volta e a farla bene.
Quando poi vuoi passare ad un’altra, fermati e prendi un buon respiro prima.
A proposito, leggi il prossimo punto:
* Respira – Anche il respiro sembra una cosa scontata, tanto,
respiriamo in automatico. Invece fa bene ogni tanto “respirare con la
testa”. Impara ad inspirare ossigeno, non aria, e ad espirare anidride
carbonica, non fiato. Prova adesso, in questo istante, a fare un bel
respiro, lento ma profondo, pensando al tuo gesto e sentendone i benefici,
stai espletando una delle funzioni più importanti e più rilassanti che ci
siano. Se poi riesci a farlo in un momento di grande stress, …è il
massimo.
* Non avere comandamenti! – Sarebbe bello e assolutamente perfetto
riuscire a fare tutto quello che abbiamo detto sinora senza la “regola” di
farlo. Sarebbe bello se fosse naturale, se ci venisse spontaneo, ma
…accontentiamoci!

Ma perché è il Salento la capitale della Slow Life?
Facile, qui quasi tutto è slow, è sufficiente svegliarsi al mattino presto e
vedere i movimenti morbidi dei primi lavoratori, i pescatori, i contadini,
gli operatori al mercato, gli edicolanti, per poi proseguire lungo tutta la
giornata, la colazione, i rapporti umani, gli spostamenti, il lavoro, sì,
anche il lavoro, e non confondiamo per favore “l’efficienza con la
frenesia”! Tutte le attività autoctone del territorio, l’agricoltura, la
pesca, l’artigianato, inducono inevitabilmente verso un atteggiamento lento
e riflessivo. Tutto scorre secondo un orologio rallentato rispetto al resto
del mondo, ed è probabilmente per questo motivo che chi non ne è abituato,
nei primi giorni di permanenza prova quasi un disagio e tende a sollevare
veloci e facili critiche a questa vita slow. Ma, magicamente, con lo
scorrere del tempo, se è una persona sensibile ai valori veri e profondi, se
è disposto a “vivere” ciò che ha intorno e non solo a “vedere” o a
“visitare”, allora inizia a scoprirne la bellezza e l’intimo piacere, e
arriva a provare una sana e buona invidia per questo popolo e per i suoi
ritmi.
In Facebook è stato appena creato il gruppo che raccoglie i “credenti” di
questa nuova fede: www.facebook.com/group.php?gid=134042926617295
Alcuni riferimenti utili:
Salento Slow Life:
www.repubblicasalentina.it/salentoslowlife

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