La Ue introduce il “made in”. Coldiretti, ora anche per il cibo

Commissione Europea 2La Commissione Ue ha adottato nuove misure per aumentare la sicurezza dei prodotti non alimentari, che introduce l’obbligo dell’indicazione di origine sia per i paesi Ue che per i paesi terzi. Tutti i prodotti dovranno avere il marchio ‘made in’ e il consumatore sarà in grado di sapere cosa compra. I prodotti fabbricati in un paese Ue dovranno portare l’indicazione, a scelta, o “made in Ue” o “made in” e il nome del paese specifico, mentre quelli provenienti fuori dall’Ue dovranno indicare il nome del paese. L’intenzione è che le nuove norme possano entrare in vigore a partire dal 2015, ma devono prima ricevere l’ok di Parlamento e Consiglio Ue.
Secondo Coldiretti adesso è necessario estendere l’obbligo di indicare in etichetta la provenienza anche per i prodotti alimentari, dove tra l’altro sono più rilevanti i rischi di frodi e inganni. Le emergenze alimentari dovute alle sofisticazioni – sottolinea la Coldiretti – sono costate solo in Italia almeno 5 miliardi negli ultimi dieci anni, dalla mucca pazza all’aviaria, dal latte cinese alla melamina al grano canadese contaminato dall’ocratossina, fino alla carne di maiale irlandese alla diossina che è stata trovata nei mangimi e negli allevamenti in Germania. Eppure – aggiunge Coldiretti – si procede con estrema lentezza, anche per effetto della pressione delle lobby, con il Regolamento Ue relativo alla fornitura di informazioni sugli alimenti ai consumatori approvato nel novembre 2011 che, dopo 46 mesi di discussione, entrerà in vigore solo il 13 dicembre 2014 per l’obbligo di indicare in etichetta l’origine delle carni suine, ovine, caprine e dei volatili mentre per le carni diverse, come quella di coniglio, nonché per il latte e formaggi tale data rappresenta solo una scadenza per la presentazione di uno studio di fattibilità. Ad oggi, quindi, in Europa è in vigore l’obbligo di indicare l’origine della carne bovina dopo l’emergenza mucca pazza mentre dal 2003 è d’obbligo indicare varietà, qualità e provenienza nell’ortofrutta fresca, dal primo gennaio 2004 c’é il codice di identificazione per le uova, a partire dal primo agosto 2004 l’obbligo di indicare in etichetta il Paese di origine in cui il miele è stato raccolto e dal primo luglio 2009 l’obbligo di indicare anche l’origine delle olive impiegate nell’olio.

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