L’acqua e’ di tutti: un diritto fondamentale dei popoli

Con una storica decisione l’Assemblea generale delle Nazioni Unite ha dichiarato che l’accesso ad acqua potabile rientra appieno nei diritti umani fondamentali. La mancanza di accesso all’acqua uccide, ogni anno, più bambini dell’Aids, malaria e morbillo messi insieme, mentre la mancanza di strutture igienico-sanitarie colpisce 2,6 miliardi di persone, ovvero il 40% della popolazione mondiale. 122 voti a favore, 41 astenuti e nessun voto contrario , cosi’ a fine luglio l’Assemblea generale delle Nazioni Unite ha adottato una risoluzione, non vincolante, che invita gli Stati e le organizzazioni internazionali a fornire risorse finanziarie, sviluppare capacità e incoraggiare il trasferimento tecnologico, in particolare nei paesi in via di sviluppo, intensificare gli sforzi volti nel fornire acqua potabile sicura, pulita, finanziariamente accessibile. Adottando un testo sul diritto umano all’acqua e ai servizi igienici, l’Assemblea ha espresso profonda preoccupazione per il fatto che 884 milioni di persone non hanno accesso all’acqua potabile e più di 2,6 miliardi non hanno accesso ai servizi sanitari di base. L’Assemblea ha lanciato un allarme: 1,5 milioni di bambini sotto i cinque anni muoiono ogni anno a causa di malattie connesse alla carenza di acqua e servizi igienico-sanitari, e riconosce che parte integrante dei diritti umani è l’accesso ad acqua potabile e servizi igienico-sanitari. Presentando il testo, il rappresentante della Bolivia ha detto che il diritto umano all’acqua non è stato pienamente riconosciuto, nonostante vi siano numerosi riferimenti ad esso in varie istanze internazionali. La mancanza di accesso all’acqua uccide, ogni anno, più bambini dell’Aids, malaria e morbillo messi insieme, mentre la mancanza di strutture igienico-sanitarie colpisce 2,6 miliardi di persone, ovvero il 40% della popolazione mondiale. Il prossimo vertice mondiale atto ad esaminare i progressi sugli Obiettivi del Millennio deve, ha aggiunto, fornire un chiaro segnale sottolineando che l’acqua e servizi igienico-sanitari sono diritti umani, ribadendo inoltre che il diritto all’acqua potabile e servizi igienico-sanitari è essenziale per il pieno godimento della vita. Gli Stati Uniti, il Canada, il Regno Unito, l’Australia sono alcune delle nazioni che si sono astenute dal voto: a loro parere la risoluzione potrebbe minare l’iter in corso a Ginevra presso il Consiglio dei Diritti Umani per costruire un consenso sui diritti legati all’acqua.

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