L’acqua e’ vita: il 22 marzo si celebra il bene piu’ prezioso del pianeta

L’acqua è vita : il 22 marzo il mondo celebra uno dei suoi beni più preziosi: l’acqua.
A istituire questa ricorrenza sono state nel 1992 le Nazioni Unite con l’invito a dedicare questo giorno alla promozione di attività concrete all’interno dei Paesi membri.
E quanto ci sia bisogno di riflettere su questo tema e di prendere misure concrete lo dimostrano le cifre.
L’uso dell’acqua negli ultimi cento anni è aumentato del doppio rispetto al tasso di crescita della popolazione, ma ancora oggi un miliardo di persone non hanno accesso ad acqua sicura, 2 miliardi e 400 milioni non dispongono di impianti igienici adeguati e 4.000 bambini muoiono ogni giorno per malattie causate da acqua inquinata. Questo, mentre il 12% della popolazione mondiale usa l’85% delle risorse del Pianeta.
Realtà drammatiche che a noi sembrano lontane anni luce basti pensare che con un gesto banale, come quello di scaricare lo sciacquone della toilette, utilizziamo tanta acqua quanto quella che, nei paesi in via di sviluppo, una persona impiega per lavare, bere, pulire e cucinare nell’arco di un’intera giornata.
In Italia per esempio nel 2008 il prelievo a livello nazionale di acqua a uso potabile ammonta a 9,1 miliardi di metri cubi (piu’ 1,7% rispetto al 2005 e piu’ 2,6% rispetto al 2006), di cui il 32,2% sottoposta a trattamenti di potabilizzazione.
Il consumo medio italiano di acqua si attesta intorno a circa 250 litri al giorno, ma le differenze da regione a regione sono notevoli. In testa il nord-ovest con 2.343 milioni di metri cubi di acqua prelevata, a seguire il sud con 2.238 milioni, il centro con 1.919 milioni, il nord-est con 1.685 e le isole con 924 milioni.
Salerno la città che ne consuma di più con una media di 264 litri a testa al giorno, mentre Agrigento quella che ne consuma di meno con 100 litri pro-capite al giorno — sono dati del dossier Cipsi (Coordinamento di iniziative popolari di solidarietà internazionale) — un terzo degli italiani non ha un accesso regolare all’acqua potabile,in Europa la media scende al 16%, e comunque ne sprechiamo tanta basti pensare che le condutture degli acquedotti italiani perdono 104 litri d’acqua per abitante al giorno (pari al 27% dell’acqua prelevata).
Ma se nei paesi industrializzati all’acqua si dà poco peso, salvo accorgersi della sua importanza durante le estati siccitose, gli inverni troppo piovosi o i casi eclatanti come l’inquinamento del Po delle scorse settimane, nei paesi in via di sviluppo avere o non avere asccesso all’ acqua è questione di vita o di morte.
“La disponibilita’ di acqua e la possibilita’ di accedervi facilmente sono condizioni fondamentali per garantire non solo la salute di tanti bambini ma anche lo sviluppo di un’intera comunita’. Finchè l’acqua non sara’ un diritto riconosciuto a tutti, e’ difficile immaginare un miglioramento delle condizioni di salute e di vita per milioni di minori e rispettive famiglie – spiega Valerio Neri, Direttore Generale di Save the Children Italia- che sottolinea come il diritto all’acqua e’ e sara’ sempre piu’ vincolato alle questioni ambientali e climatiche.
Del resto ogni giorno 2 milioni di tonnellate di liquami e scarichi fognari non trattati vengono sversati nei mari e nei fiumi, compromettendo qualità e potabilità dell’acqua e nei paesi in via di sviluppo oltre il 90% dei rifiuti reflui e di scorie industriali non bonificati finisce in acqua.
E allora non è un caso che l’Organizzazione delle Nazioni Unite abbia deciso di dedicare la Giornata mondiale dell’acqua 2010 proprio al tema della qualità delle acque.

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