Lago Maggiore ai minimi storici, allarme frutta

Anche il Novarese e il Vco si trovano alle prese con un’assenza di piogge-record che, complice il caldo anomalo di questo primo scorcio d’autunno, ha di fatto prodotto un prolungamento della stagione estiva: tutti in maniche corte, quindi, dalla “Bassa” fino alle cime dell’Ossola e ai Laghi.
E, a proposito di Laghi, e’ proprio il Verbano ad essere un autorevole “termometro” della situazione: il livello idrometrico del lago Maggiore si trova, infatti, a meno di cinquanta centimetri dal minimo storico del periodo e continua a calare inesorabilmente dal primo di agosto. E c’e’ di piu’: da un’analisi della Coldiretti emerge infatti che, rispetto allo stesso periodo dello scorso anno, sono piu’ che dimezzate in tutta Italia le precipitazioni rispetto al periodo di riferimento, sulla base di elaborazioni su dati Ucea relativi alle prime due decadi di settembre, mese che si classifica al nord come il piu’ caldo degli ultimi 150 anni. Se a causa del basso livello delle acque sono stati ridotti alcuni servizi di traghetti e battelli e misure piu’ drastiche sono attese a breve, la situazione del lago e’ in realta’ rappresentativa di una piu’ generale situazione di sofferenza che interessa anche le campagne. Per salvare le piante da frutta dallo stress provocato dal caldo torrido e dall’assenza di pioggia nelle regioni del Nord Italia, ed anche per garantire la fioritura nel prossimo anno, e’ stato necessario ricorrere straordinariamente all’irrigazione di soccorso per kiwi, mele e pere in un periodo in cui normalmente l’acqua e’ garantita dal cielo. Per lo squilibrio idrico i finocchi vanno a fiore fuori stagione e non possono essere piu’ commercializzati mentre il raccolto di tradizionali verdure autunnali come radicchio, verze e cavoli sara’ anticipato e gli agricoltori stanno pensando ad una nuova semina per garantire le forniture invernali.
Si avvicina anche Halloween, che – a quanto pare – vedra’ scarseggiare le zucche rispetto allo scorso anno, con un calo di raccolti stimato intorno al 15%.
Anche la vendemmia si e’ svolta con grande anticipo nella zona delle Colline Novaresi e in Ossola, aree in cui la produzione di vino appare in calo, anche se in questo caso l’andamento climatico ha contribuito a determinare un’annata qualitativamente “da manuale”, con vini che verranno ricordati per il loro prestigio. Complessivamente l’effetto combinato di caldo e assenza di pioggia sta determinando un drastico taglio dei raccolti che varia dal calo del 20% del pomodoro destinato a polpe e passate al 15% del riso che ha raggiunto la maturazione anzitempo con una riduzione di resa, determinata anche dalla comparsa del Brusone (anche se l’Italia manterra’ la leadership produttiva a livello europeo). Il caldo di questi ultimi due mesi e’ giunto pero’ al termine di un inizio d’estate altrettanto anomalo, con temperature fredde che, nelle nostre province, hanno determinato problemi per la produzione di miele: la stagione di raccolta era iniziata bene riguardo al miele di acacia, poi l’inversione con le temperature basse da giugno ad inizio agosto, cosa che ha determinato la perdita di interi raccolti di miele di castagno (altrettanto importante e caratteristico per le due province di Novara e del Vco).(AGI)

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