L’agricoltura produce ammoniaca: Studio UE

Senza titolo-7(FILEminimizer)E’ l’agricoltura la responsabile per circa il 94% delle emissioni di ammoniaca in Europa, inquinante che contribuisce all’eutrofizzazione e all’acidificazione degli ecosistemi e gioca un ruolo importante nella formazione della componente secondaria del particolato. Emissioni che, per la prima volta nell’Ue-15, nel 2014 sono state superiori dello 0,2% rispetto al limite del 2010: lo rileva il report dell’inventario annuale delle emissioni dell’Unione europea, recentemente pubblicato dall’Agenzia europea per l’ambiente, secondo il quale l’aumento delle emissioni di ammoniaca nel 2014 è dovuto principalmente agli aumenti che si sono verificati in Francia, Germania e Spagna. Quattro Paesi (Finlandia, Germania, Paesi Bassi e Spagna) hanno anche superato i loro massimali individuali per questo inquinante nel 2014. I limiti di emissione in atmosfera per ossidi di zolfo, ossidi di azoto, composti organici volatili e ammoniaca sono fissati dal Protocollo di Göteborg alla Convenzione sull’inquinamento atmosferico transfrontaliero a grande distanza. Oltre agli impegni di riduzione delle emissioni previsti per i singoli Paesi, il Protocollo specifica anche gli impegni di riduzione per l’Ue-15. A differenza dell’ammoniaca, le emissioni degli altri inquinanti coinvolti dalla Convenzione sono scese notevolmente a partire dal 1990; tra questi monossido di carbonio, composti organici volatili e ossidi di azoto sono stati ridotti rispettivamente del 65%, 60% e 55%. Nell’Ue-28, le emissioni di ossidi di zolfo sono diminuite dell’88% dal 1990 grazie a misure come il passaggio da combustibili ad alto tenore di zolfo a combustibili a basso tenore di zolfo (come il gas naturale), la desolforazione dei gas in impianti industriali e le direttive comunitarie relative al tenore di zolfo di alcuni combustibili liquidi. Le emissioni di Pm10, Pm2,5 e black carbon sono scese rispettivamente del 23%, 25% e 42% a partire dal 2000. Le emissioni di metalli pesanti come piombo, cadmio e mercurio, così come di diossine, furani, esaclorobenzene e policlorobifenili, sono diminuite a partire dal 1990, di circa il 66% o più.

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