L’agroalimentare si rialza. L’Emilia Romagna al Salone del Gusto

Ricostruire e ripartire dopo il sisma e farlo valorizzando l’attitudine tipica di queste terre alla cooperazione e alla mutualità, anche in campo agricolo. Regione e Slow Food Emilia-Romagna portano al Salone del Gusto Terra-Madre di Torino dal 25 al 29 ottobre (padiglione 1 E20 di Lingotto Fiere) i prodotti e i produttori emiliano-romagnoli e lo fanno all’insegna di un moto “Ricooperiamo” che vuole essere anche un auspicio e un invito. “Non potevamo mancare a questo importante appuntamento delle comunità del cibo – ha spiegato oggi a Bologna l’assessore regionale all’agricoltura Tiberio Rabboni – non solo perché siamo una delle grandi regioni europee che ha saputo salvaguardare nel tempo le proprie tradizioni enogastronomiche, ma anche perché proprio da questa vetrina mondiale vogliamo raccontare la terra del terremoto e i suoi valori, a partire dalla ferma volontà di ricostruire insieme quello che è stato distrutto. Sono certo che torneremo a casa avendo ricevuto solidarietà, attenzione e vicinanza”. Al centro del programma dunque i territori e i prodotti del terremoto che saranno protagonisti in particolare della giornata di venerdì 26: i maccheroni al pettine, il vino di uva pellegrina e la torta degli ebrei dell’osteria La Fefa di Finale Emilia, chiusa dopo il sisma; la “cena degli avanzi” dei ragazzi della Lanterna di Diogene di Solara di Bomporto, ma anche le pere abate IGP della bassa modenese raccolte rispettando i giusti tempi di maturazione, “una necessità perché molti impianti di refrigerazione sono andati distrutti, ma anche un piccolo segnale – ha spiegato il presidente di Slow Food Emilia-Romagna Antonio Cherchi – che può essere aperta anche una strada diversa”. Agricoltura e terremoto saranno al centro della riflessione che l’assessore regionale Rabboni farà insieme ai rappresentanti di Slow Food Abruzzo e al vicepresidente di Slow Food Giappone Masayoshi Ishida, mentre il tema del sisma si salderà con quello della legalità in una serie di appuntamenti in collaborazione con l’Associazione Libera.

Gli altri appuntamenti
Un’attenzione particolare verrà dedicata anche al tema dell’agricoltura “in quota” delle aree appenniniche, fondamentale strumento di sostenibilità ambientale e sociale. Negli ultimi 10 anni, come ha ricordato Rabboni, hanno chiuso nel nostro Appennino il 45% delle aziende agricole, mentre la superficie coltivabile è scesa del 21%. Un tema importante su cui verrà fatto un focus insieme ai prodotti del Parco delle Foreste Casentinesi e la bovina romagnola, gli assaggi di Pecora cornigliese e di Vacca Bianca modenese, i prodotti dell’Appennino reggiano, la comunità del cibo del Tortello alla lastra di Santa Sofia, Tredozio e Corezzo. Tra i temi al centro del programma messo a punto da Regione e Slow Food anche quello dei Mercati della Terra (protagonisti quelli di Bologna, Colorno e Reggio Emilia) e quello della difesa delle varietà locali tipiche di un territorio. “Farine del nostro sacco” dunque, ma anche micro birrifici e le opportunità della legge regionale che sancisce la nascita dell’agricoltore “custode della biodiversità”. La giornata conclusiva vedrà protagonista la pesca. “Parleremo di consumo sostenibile del pesce – ha spiegato Cherchi – perché vogliamo porre l’attenzione sull’importanza che hanno le scelte consapevoli di ciascuno di noi nel momento in cui facciamo i nostri acquisti. Finché continueremo a chiedere tonno rosso e pesce spada il settore non potrà uscire dall’emergenza”.
Per tutte le cinque giornate la compagnia teatrale Koinè organizzerà laboratori – ha spiegato il direttore artistico Silvio Panini – per insegnare al pubblico a “farsi da mangiare”: via libera dunque alla sfoglia e ai diversi tipi di tagliatelle, tagliolini e al pane fatto in casa.

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