L’allarme della Fao: non si ferma la corsa dei prezzi alimentari


Con ogni probabilita’ per il resto di quest’anno e per l’inizio del 2012 i prezzi alimentari resteranno sostenuti e caratterizzati da grande volatilita’. E’ quanto sostiene l’ultimo rapporto semestrale della Fao, Food Outlook, pubblicato oggi. A motivo dei prezzi sostenuti, il rapporto cita la marcata riduzione delle giacenze rispetto al modesto incremento produttivo delle principali colture. ”La situazione generale della produzione agricola e delle materie prime alimentari e’ abbastanza tesa, con i prezzi che continuano ad essere ostinatamente alti, costituendo una minaccia per molti paesi a basso reddito con deficit alimentare”, dice David Hallam, Direttore della Divisione FAO Mercati e Commercio. Per quanto riguarda i cereali, alla fine della stagione produttiva del 2012, gli stock cerealicoli raggiungeranno i 494 milioni di tonnellate – dice il rapporto Fao – un incremento di solo il due per cento da un livello d’apertura sensibilmente ridotto. Anche la domanda di cereali è aumentata cosicché la produzione del 2011, anche se a livelli record, si prevede riuscirà a stento a coprire il fabbisogno. I prezzi alimentari, che all’inizio di quest’anno erano balzati ai livelli della crisi alimentare del 2007-08, sono calati a maggio di un modesto 1% rimanendo tuttavia ancora il 37% piu’ alti rispetto al maggio dello scorso anno. Il lieve calo e’ dovuto, spiega la Fao, al ribasso dei prezzi internazionali dei cereali e dello zucchero, che hanno piu’ che compensato gli aumenti del prezzo della carne e dei prodotti latteo-caseari. Nel commercio internazionale delle derrate, la fattura globale dell’import alimentare si prevede raggiungerà nel 2011 il nuovo record di 1,29 trilioni di dollari, 21% in più rispetto al 2010. I Paesi a basso reddito e con deficit alimentare e i Paesi meno sviluppati saranno i più colpiti, poiché rispetto allo scorso anno dovranno spendere rispettivamente il 27 ed il 30 per cento in più per le loro importazioni alimentari. Stando alle prospettive attuali, per i cereali si prevede un raccolto record di 2.315 milioni di tonnellate – un aumento del 3,5 per cento rispetto al 2010, che a sua volta registrava un calo dell’uno per cento rispetto al 2009. Riguardo al mercato della carne, i prezzi sostenuti dei mangimi, le epidemie e l’esaurimento delle giacenze nel 2011, limiteranno la produzione a 294 milioni di tonnellate, solo uno per cento in più rispetto al 2010. Nel maggio 2010 l’indice dei prezzi della carne aveva raggiunto punte record e l’insieme di alcuni fattori – la forte domanda di importazioni da una parte e la limitata disponibilità per l’esportazione – fanno prevedere per i prossimi mesi un ulteriore consolidamento dei prezzi. Il mercato ittico, dopo due anni consecutivi di prezzi bassi, quest’anno ha avuto una forte ripresa e tutto fa pensare a una produzione record per il 2011, ma i prezzi saranno spinti dalla forte domanda dei paesi in via di sviluppo. (ANSA).

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