L’alluvione sfida l’agricoltura veneta


Le inondazioni che nei giorni scorsi hanno interessato vaste aree del Veneto sono la conferma di quanto sia vulnerabile il territorio, sia urbano che rurale, di fronte ad eventi meteorologici straordinari. Si può fare di più per evitare in futuro calamità di questa portata?
Si è discusso anche di questo al seminario promosso dalla Regione Veneto nell’ambito della Conferenza regionale dell’agricoltura e dello sviluppo rurale svoltosi questa mattina a Legnaro (Pd), presso la sede di Veneto Agricoltura, presente l’Assessore Franco Manzato.
Il territorio, nei suoi molteplici aspetti (produttivo, paesaggistico, culturale, ecc.) dev’essere ben governato se si vuole conservare la sua integrità, e in questo senso anche il mondo agricolo dovrà fare la sua parte. Non è solo la fragilità del territorio a chiedere agli agricoltori questo sforzo ulteriore, lo pretende anche l’Unione Europea che per la sua politica agricola post 2013 detta delle condizioni che sono delle vere e proprie sfide.
L’imprenditore agricolo dovrà dunque cogliere il guanto e contribuire, dietro ricompensa per questo suo impegno, nell’importante opera di conservazione del territorio.
Cosa dovrà fare il “nuovo” agricoltore oltre che a produrre ciò che ha sempre fatto? Di certo dovrà portare tutta la sua esperienza nella manutenzione delle aree più fragili, attività ritenuta ormai un bene pubblico essenziale. In altre parole, dovrà contribuire alla difesa del suolo, alla gestione delle acque e delle reti di comunicazione, alla salvaguardia della biodiversità, alla lotta contro i cambiamenti climatici.
Sono queste le sfide a salvaguardia dell’ambiente e del territorio proposte dall’Unione Europea e che la Regione Veneto ha fatto proprie.
L’imprenditore agricolo di domani dovrà dunque rinnovarsi perché non sarà chiamato a produrre solo mais, ortaggi, vino, ecc. ma anche beni pubblici, ovvero beni e servizi che soddisfino i bisogni del territorio (e della collettività).
Il problema, sotto questo punto di vista, è che i beni pubblici prodotti dagli agricoltori attualmente non hanno mercato, nel senso che la domanda e l’offerta non si incontrano. Dunque, non essendoci un prezzo viene meno la convenienza a produrli.
E’ questa allora la vera sfida che attende l’agricoltura e chi l’amministra: rendere conveniente la produzione di questi beni così essenziali per la conservazione di un territorio integro dove la qualità della vita sia per tutti soddisfacente.
I risultati del seminario di questa mattina andranno ad implementare il serbatoio di idee e suggerimenti che stanno arrivando anche via internet (www.venetorurale2013.org ) nell’ambito della Consultazione pubblica rivolta a tutta la cittadinanza. Come ha ricordato Manzato, tutti questi contributi serviranno ad elaborare la strategia per l’agricoltura veneta del futuro, comprendete l’indirizzo delle risorse finanziarie.

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