Lambro-Po: la fase di emergenza è finita, ora parte la bonifica


E’ stata dichiarata chiusa la fase di emergenza per gli idrocarburi sversati nel Lambro e confluiti nel Po. Si e’ infatti conclusa – sottolinea la Regione Emilia-Romagna – anche la fase di attenzione disposta dalla Protezione civile regionale dopo i risultati delle ultime analisi dell’Arpa, che proseguira’ il monitoraggio sull’asta principale del Po anche nelle prossime quattro settimane.
Sono state recuperate dal Po circa 750 tonnellate di emulsioni oleose, circa 500 di idrocarburi e morchie, circa 315 di ramaglie contaminate da idrocarburi. Per monitorare le acque del Po, Arpa Emilia-Romagna ha compiuti dal 25 febbraio ad oggi circa 200 campionamenti e oltre 400 analisi chimico-fisiche.
Dopo lo stato di emergenza nazionale dichiarato l’1 marzo dal presidente del Consiglio dei ministri e’ prevista una nuova ordinanza, nei prossimi giorni, per sostenere finanziariamente quanto anticipato subito dalla Regione, e definire sul piano istituzionale e finanziario la bonifica dei due fiumi, inquinati dalla fuoriuscita di idrocarburi dalla societa’ Lombarda Petroli di Monza. L’Emilia-Romagna e la sua Agenzia di Protezione civile hanno anticipato circa 1,5 milioni, per interventi e misure cautealtive che hanno salvaguardato gli acquedotti del ferrarese e gli allevamenti di molluschicoltura nel Delta del Po.
Il presidente della Regione, Vasco Errani, ha rilevato che ”grazie al tempestivo intervento della Protezione civile, all’impegno di Vigili del Fuoco, strutture tecnico-operative civili e militari e dei tanti volontari, insieme al raccordo tra Prefetture ed Enti locali di Lombardia ed Emilia Romagna, si e’ scongiurata una potenziale crisi ambientale dell’asta principale del Po e del delicato ecosistema del suo Delta”. Un’attivita’ che ha impegnato per giorni oltre 300 operatori tra Vigili del Fuoco, Genio Pontieri, volontari e funzionari della Protezione civile, tecnici di Enti locali, Aipo, Enia e Autorita’ di Bacino. Il Corpo Forestale dello Stato ha inoltre coordinato la vigilanza lungo le rive del Po, impegnando 200 operatori, volontari compresi. (ANSA).

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