Lambrusco Emilia IGT, produttori d’accordo: nuovo disciplinare al vaglio del Comitato Vini

Il Lambrusco, da sempre, è il vino emiliano per eccellenza. Il 9 ottobre l’impegno dei produttori nel ribadire questo concetto e tutelare la tipicità del Lambrusco Emilia IGT ha compiuto un importante passo avanti, con il Pubblico Accertamento che si è svolto a Modena su convocazione del MIPAAF e della Regione.
In un’ora di consultazione, i produttori vinicoli emiliani hanno ribadito il loro sì al nuovo disciplinare che consente la presa di spuma solo nelle province di Modena, Reggio Emilia, Parma e Piacenza e in parte di quelle di Bologna, Forlì-Cesena, Ravenna, Mantova e Cremona. “Alla riunione di Pubblico Accertamento sono pervenute 5.423 deleghe e tra i presenti non si sono levate voci contrarie al testo proposto.” Commenta Ermi Bagni, direttore del Consorzio per la tutela dei vini dell’Emilia IGT, che rappresenta il 70% delle cantine che utilizzano questa denominazione. “Quello che più ci fa piacere è proprio la consapevolezza dimostrata dai produttori dell’importanza di questa evoluzione normativa e la loro determinazione a portarla avanti.”
Il Presidente di Enoteca Regionale Emilia Romagna Gian Alfonso Roda sottolinea la portata delle modifiche proposte: “Il Lambrusco rappresenta il 2,5% del vino italiano ed è prodotto in Emilia Romagna da più di 8.000 cantine. Per la qualità che ha raggiunto questo vino è oggi sempre più apprezzato in Italia e sui mercati internazionali. Le vendite all’estero si avvicinano a 200 Milioni di Euro, pari al 65% del totale dell’export Emiliano Romagnolo di vino. La modifica al disciplinare dell’Emilia IGT sarà dunque di grande impatto ed è particolarmente importante perché fornisce regole precise volte ad associare più strettamente il Lambrusco al territorio, dando slancio al brand e facilitando l’attività di controllo.”
Il 30 ottobre il disciplinare, il primo nel settore vitivinicolo italiano a seguire l’iter europeo, sarà esaminato dal Comitato Nazionale Vini e, in caso di approvazione, alla Commissione Europea. Se gli sviluppi confermano gli auspici nei primi mesi del 2013 i produttori emiliani potranno brindare alla convalida del nuovo disciplinare da parte di Bruxelles

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