Lancette in avanti per l’ora legale: risparmio energetico ma bioritmi in allarme

Per inseguire la luce solare attraverso lo spostamento delle lancette di 60 minuti in avanti torna puntuale l’ora legale: una consuetudine che permette di ottenere risparmi energetici e di vivere i ritmi quotidiani con la durata della luce del giorno. Lancette in avanti di un ora alle due della notte tra sabato 26 e domenica 27 marzo. Giornate più lunghe dunque, ed in cambio di un’ora di sonno ‘rubata’ ci verrà regalata un’ora di luce in più. Il primo a pensare di istituirla è stato Benjamin Franklin, mentre in Italia è stata approvata nel 1966 per poi essere introdotta definitivamente e fissata nell’ultima settimana di marzo. Ma a cosa serva l’ora legale? La principale motivazione è legata al risparmio energetico e alla possibilità di utilizzare tutta la luce del giorno. Nella pratica quotidiana lo spostamento di sessanta minuti delle lancette dell’orologio comporta la perdita di un’ora di sonno e, secondo numerose teorie scientifiche, qualche disagio per l’organismo e i suoi ritmi. Secondo alcuni studiosi britannici dello Sleep Centre Derk dell’Università del Surrey, l’ora legale causerebbe scompensi a livello biologico, modificando i ritmi di veglia/sonno e le abitudini alimentari. Lo spostamento di orario causerebbe la variazione del rilascio di cortisolo nell’organismo, un ormone che agisce sulla regolazione della pressione sanguigna, e della produzione di melatonina che invece regola i cicli di veglia durante il sonno, oltre che un abbassamento della temperatura corporea. Insomma l’ora di luce in più che avremo ritarda la fase dell’addormentamento, legata alla produzione di melatonina favorita proprio dal buio. Da qui, il rischio d’insonnia, legato al fatto che, nei giorni successivi allo spostamento di orario, perduri uno stato di stanchezza cronica, disattenzione e difficoltà anche nello svolgere le attività quotidiane: una possibilità che può concretizzarsi ma che diminuisce con il passare dei giorni e con il ripristino dei nuovi equilibri biologici. Ma l’ora legale riesce a garantire quel risparmio energetico che è alla base della sua stessa istituzione? Anche in questo caso le tesi sono discordanti. Una ricerca realizzata da Mattew Kotchen dell’Università della California avrebbe dimostrato che se da un lato con l’ora legale si spengono le lampadine, dall’altro aumenta l’utilizzo dei condizionatori per proteggersi dal caldo: meno consumo di corrente, ma più emissioni di gas serra, con relativi danni anche a livello ambientale. E sono da considerare anche i costi legati alla ritaratura dei pc e degli apparecchi elettronici, che soltanto in America è pari a 500 milioni di dollari. E questa volta la paura riguarda in particolare la sveglia del dispositivo Apple. Lo scorso autunno, con il passaggio all’ora legale avvenuto negli Stati Uniti, la sveglia automatica di alcuni iPhone e iPod touch non ha suonato all’orario impostato. Molti i disagi e i ritardi al lavoro nei Paesi europei, compresa l’Italia. Secondo i neurologi il cambio dell’ora provocherà a molte persone problemi di insonnia, irritabilità, ansia, litigiosità, sonnolenza nelle ore diurne, avvertono gli esperti. Disturbi causati dal nostro orologio biologico che impiega alcuni giorni prima di abituarsi al nuovo orario percepito inizialmente come “artificiale”. Ad avvertire i disagi maggiori sarebbero soprattutto i bambini. Per i più piccoli, il semplice gesto di spostare avanti le lancette di un’ora avrà l’effetto di un viaggio da Milano a Londra, con tutti i disturbi legati al jet lag. Il consiglio degli esperti è ”innanzitutto quello di mantenere possibilmente invariata l’ora in cui ci si alza al mattino, per non interrompere la regolarità del ciclo sonno-veglia. Utile anche non eccedere con cibo e alcolici la sera, fare pasti leggeri e bere molti liquidi. Ad avere più difficoltà di adattamento sono però le persone che soffrono di depressione e ansia. Il progetto Euclock informa che mentre l’orologio interno si adatta molto facilmente all’introduzione dell’ora invernale trova difficoltà al nuovo riadattamento del cambio dell’ora in primavera quando occorre avanzare di un’ora. Infatti, l’orologio biologico regola le sue funzioni in rapporto al ritmo circadiano che non tiene conto dell’orario legale ma di quello biologico dettato dall’alternanza luce-buio. Quel che è certo, è che recuperando un’ora di luce in più durante la giornata si può arrivare in sette mesi (quando si tornerà all’ora solare) a forti risparmi di energia (circa 90 milioni di euro). Tornando alla storia, l’ora legale fu introdotta secoli fa. Le sue origini risalgono al 1725, quando Benjamin Franklin, scrittore, scienziato e uomo politico americano, intuì la convenienza dell’iniziativa. Nel 1917 lo spostamento delle lancette in avanti fu introdotto per la prima volta anche in Europa in Germania. In Italia venne adottata nello stesso anno e, successivamente anche durante il conflitto bellico.C’è da osservare che la terminologia usata negli altri paesi è più diretta, riferendosi al periodo estivo, ovvero «orario estivo». Una denominazione più accurata, che imita quella americana, è quella di «orario di risparmio della luce diurna» («daylight saving time»), dove viene tralasciato il riferimento estivo.

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